mercoledì 9 settembre 2026
I migliori servizi per il backup nel cloud - una guida non ragionata e sconclusionata
La vita media degli hard disk (meccanici) è stimata in circa 3-5 anni. Hard disk di livello enterprise (aziendali) possono arrivare anche a 5-10 anni. Ovviamente la durata si basa su un utilizzo continuo, giornaliero e spesso anche intenso.
Per quanto riguarda gli SSD invece possono durare 5-10 anni, a seconda dell'utilizzo (anche più ovviamente, ma prima o poi cominceranno a dare problemi).
Le micro SD hanno vite medie da 3 a 10 anni, sempre a seconda del numero di scritture di dati. In dispositivi come telecamere di sicurezza possono durare pochi anni, perché c'è un limite di scrittura, simile alle SSD.
Inutile credo analizzare i dati relativi delle memorie interne degli smartphone, siamo sempre in quel range.
E dunque, stando così le cose, bisogna pensare a fare un backup dei dati, almeno quelli più importanti. Per la maggior parte degli utenti la scelta migliore è farlo sul cloud, per varie ragioni, ma soprattutto perché le app ormai possono fare backup autonomamente di immagini, video, chat...Il problema dunque non il backup in sé, ma che servizio usare!
Quello più scontanto sarebbe Google Drive: di base offre 15 giga di spazio gratuito, da condividere però con Gmail. 15 giga bastano per qualche migliaio di foto, mentre circa 3-5 ore di video in full HD (1080p). Pensare che una volta ci stavano fino a 4 ore di video in una videocassetta, in bassa risoluzione però. Uno spazio così esiguo basta dunque a poco, anche se si possono creare altri account Google e collegarli tra loro, anche se non è una soluzione tanto comoda. Pertanto se si hanno parecchi giga da salvare bisogna pagare:
Il pacchetto base, a 20 euro l'anno, prevede 100 giga di spazio. Vorrei dire che potrebbe bastare a tanti, ma considerando quante foto e video molte persone realizzano con il proprio smartphone, direi che NON basta. Anche 200 giga potrebbero essere pochi, a 30 euro l'anno. Il piano premium da 2 terabyte sembrerebbe quasi l'ideale: a 99,99 euro l'anno si ha uno spazio paragonabile al mio hard disk esterno, dedicato solo ai backup dei dati più importanti che si vogliono salvare per sempre (o almeno finché si paga). 2 terabyte sono circa 2000 giga, NUMERI CHE FANNO GIRARE LA TESTA. Però anche questi potrebbero non bastare dopo alcuni anni...
Altro contendente interessante è MEGA (ex MEGAUPLOAD), creato dal fantomatico KIMDOTCOM, arrestato anni fa da una squadra speciale americana mi pare. Megaupload era un hub di pirateria senza precedenti, ma di base era un servizio cloud che offriva uno spazio per i propri file. In parte MEGA, il suo successore, viene ancora utilizzato per la pirateria, ma in maniera molto minore e sfacciata. Tuttavia un servizio simile è sempre in bilico per questioni di copyright a mio avviso, come lo era Megaupload. Ma vediamo i prezzi:
200 giga a 4 euro al mese, molto meno conveniente di Google. Il taglio da 750 giga Google non ce l'ha, e può risultare un compromesso con i 2 tera a 99 euro. Poi Mega offre spazio di archiviazione a volontà a prezzi vari, da 3 tera a 10 euro al mese (non tantissimo, diciamo abbastanza in linea con Google Drive) fino ai 20 tera a 30,50 euro al mese (quindi più di 360 euro l'anno). 20 terabyte sono uno spazio notevole per la maggior parte degli utenti. Diciamo che qualche utente pro o semi pro lo potrebbe trovare strettino in poco tempo.
Altro servizio in giro già da abbastanza tempo è Dropbox. L'ho usato per un po', ma alla fine mi è risultato più comodo Google Drive. Dropbox parte direttamente da 2 terabyte a 120 euro l'anno, un po' più di Google, per poi offrire più tera per professionisti ed aziende (con vari caveat ovviamente). Tra tutti il servizio che mi ispira di meno forse.
SE non volete pagare abbonamenti, potete sempre usare pCloud: 199 euro per 500 giga PER SEMPRE (o finché non chiude il servizio, ovviamente), 399 per 2 terabyte, o 1190 per 10 tera. Prezzi allettanti, ma chi ci garantisce che pCloud sia ancora attivo tra 5 o 10 anni? Tra questi il più affidabile mi pare quello di Google, per ovvie ragioni: tra 10, 20, 30, 50 anni è molto probabile che Google sia ancora là. Mentre gli altri servizi chissà. Dropbox potrebbe essere acquisito da altre aziende, Mega potrebbe chiudere, ma potrebbe essere anch'esso acquisito da altri competitors. Stessa sorte per pCloud, dipende ovviamente quanti utenti ha.
Se mai dovessi pagare il cloud credo che andrei con Google, o eventualmente potrei provare pCloud. voi invece cosa usate/usereste?
mercoledì 26 agosto 2026
Saint Seiya Next Dimension - Il crollo di Kurumada
Lo studio Ponoc ci riprova con "L'immaginario", ma...
Le prime 2 immagini sono prese da L'immaginario, mentre la terza è un fotogramma da Mary ed il fiore della strega. La differenza è innegabile, il nuovo film sembra meno "brillante" del primo, i colori sembrano più slavati, ed in generale la resa cromatica sembra decisamente meno riuscita. Che forse il motivo sia un taglio ai costi? D'altro canto produrre animazione in un certo modo costa tempo e quindi denaro, se si riesce a velocizzare la realizzazione, creando comunque un'animazione avvertita come "inferiore" da pochi appassionati ed esperti, è solo un vantaggio per chi produce questo film animato (sempre che gli incassi siano congrui, si intende).
Le animazioni sono buone, probabilmente nello standard di altri film animati realizzati per il cinema, ma è difficile dirlo con certezza. La storia è ok, almeno per i bambini credo, ma manca di quella profondità che si può vedere in altri film animati giapponesi. Ovviamente il confronto con i film di Miyazaki sarebbero impietosi, ma non avrebbero nemmeno tanto senso, visto che da una parte Miyazaki ha sempre prodotto film di un certo livello quasi mai superato all'interno dello stesso studio Ghibli (se non eguagliato da Isao Takahata), dall'altro non tutti i film animati devono puntare così in alto. Ma la concorrenza è spietata, se non si riesce a spiccare in qualche maniera sul resto è difficile interessare il potenziale spettatore.
In the Aftermath - quando i b-movie incontrano gli anime!
Ken il guerriero - il film (1986), quasi 40 anni dopo
martedì 25 agosto 2026
Installare Ubuntu 22.04 su un portatile Mediacom Smartbook 144 in pochi semplici passi
E così un mio cugino stufo della lentezza di Windows 10, volle provare Linux su un vecchio portatile più merdoso che non si può! Io, stolto, pensavo sarebbe stata una passeggiata, visto che ho installato Linux su diversi dispositivi in questi anni. Purtroppo non avevo considerato la merdosità suprema di questo dispositivo, con un bios incasinato e la mia inesperienza su certo hardware limitato.
Diciamo pure che installare Ubuntu su questo coso non è la scelta migliore, ci sono distro più leggere senza dubbio, ma alcune non rilevavano la scheda wifi, altre non completavano l'installazione, e così un mio amico più esperto mi ha detto: "Ma installa Ubuntu, cazzone!" Ovviamente un Ubuntu vecchio, ma ancora supportato (per un po'), così tanto per gradire.
L'installazione in sé procede tranquilla: boot da chiavetta usb creata con Rufus dal mio nuovo pc (su cui non ho ancora installato Linux...vabbè!), premere avanti, avanti, avanti... ah no, aspetta, prima premere lingua italiana. Nessun problema insomma: Ubuntu riconosce tutto l'hardware di questo portatile subumano. Il problema avviene al riavvio...
Ebbene, per quanto grub si auto installi da qualche parte su disco, questa merda di portatile cerca ancora windows, chissà perché. Ho provato un po' di tutto, ore ed ore a leggere sul web, ore ed ore a provare soluzioni improponibili. Finché non mi viene una illuminazione!
ASPETTA, 'sto coso fa il boot di default dalla chiavetta usb!! Il che significa che gli posso piazzare GRUB e dirgli di avviare Linux dall'SSD su cui ho sapientemente installato Ubuntu!
INSOMMA ho chiesto a Google come fare, e Gemini mi ha risposto gentilmente di scrivere da terminale:
sudo grub-install --target=x86_64-efi --efi-directory=/mnt/usb --boot-directory=/mnt/usb/boot --removable
Dove "/mnt/usb" sarebbe il percorso delle chiavetta usb ovviamente. Di solito è "/media/qualcosa/nome_chiavetta", ma dipende se la montate a mano o no. La cosa buona è che il comando grub-install fa tutto da solo, rende la chiavetta avviabile, scrive il file config di GRUB in maniera che punti alla partizione da cui si è fatto partire il comando. Ovviamente se si vuole far partire altro bisogna scrivere nel file di configurazione l'UUID della partizione di root di Linux che si vuole far avviare a mano. Nulla di difficile o complesso ovviamente.
La cosa bella di tutto questo è che alla fine FUNZIONA! L'unico difetto è che una porta usb è SEMPRE occupata, e 'sto coso ne ha solo 2, ma a tutto si rimedia con un hub usb, per attaccare mouse, una stampante magari, un vibratore usb (???) e così via.
Avessi avuto tempo e voglia mi sarei messo a cercare una distro più leggera che funzionasse senza intoppi. Avrei voluto anche a provare ad installare Windows 10 lite, per vedere quanto lite è veramente, con 4 giga di ram ed una cpu Atom quad core. Ma qua siamo forse all'accanimento terapeutico. Questo hardware era già nato male, cresciuto peggio, ed ora vive ancora grazie a Linux, che pur arrancando ce la fa a far partire Chrome ed altri software merdosi!
ANZI, è quasi commovente vedere Chrome riuscire ad aprire BEN 2 tab su un portatile del genere!
NON SO se questo post potrà essere utile a qualcuno, ma in caso lasciate pure un commento di ringraziamento, scherno, odio o qualsiasi cosa vogliate, non sarete ignorati (forse)!
Meno male che oggi giorno fanno le chiavette u-esse-bi piccine-picciò!



























