Negli anni '80 Masami Kurumada era già famoso in Giappone per altre serie piuttosto popolari, ma nel 1985 iniziò a serializzare cià che in breve tempo sarebbe diventata una serie nota in tutto il mondo, da noi nota come "I Cavalieri dello Zodiaco". All'epoca ero solo un bambino, che guardava un po' tutto quello che passava il "convento" (ovvero la tv, sia canali nazionali che locali). Ma non dimenticherò mai i primi episodi di Saint Seiya, che erano molto più violenti di quanto si può vedere nei shounen di oggi. Non dico al livello di Ken il Guerriero, ma comunque al di sopra di qualunque cosa passasse all'epoca. La violenza però non era il motivo principale del successo di SS in Italia (e vari paesi del mondo): ciò che affascinava i bambini erano infatti le scintillanti armature che i personaggi indossavano per combattere, armature molto variegate e differenti tra loro. Solo vari anni più tardi mi resi conto che tutte quelle armature e personaggi fichi erano in realtà stati concepiti per vendere giocattoli (action figure in questo caso) a spron battuto. Infatti oltre ai 5 protagonisti c'erano i 12 cavalieri d'oro (gold saint), i 7 cavalieri di Asgard, i 7 cavelieri di Nettuno e la version 2 dell'armatura dei nostri protagonisti. In verità ci sarebbero stati anche i cavalieri d'argento, ma quelli erano praticamente inesistenti, a parte un paio di loro, e poi c'erano gli specter della serie di Ade, che però venne animata solo nel 21esimo secolo. Erano comunque circa una quarantina di action figure con armature di metallo, alte 10-11 cm, con delle facce discutibili ed i corpi tutti alti uguali, ma tanto bastava per entusiasmare i pargoli dell'epoca. Ovviamente non conosco nessuno che se li comprò tutti, ma molti miei amici ne avevano almeno un paio. Io ovviamente nessuno, ma mia madre stava per prendere Andromeda, un giorno che avevo la febbe alta, solo che tutti i bambini pensavano che era un femminuccia, e tutti preferivano Pegasus/Seiya. Grave errore, così non ebbi nulla. Saint Seiya in Italia segnò non solo la mia generazione credo, ma più tardi, una decina di anni più tardi anche un'altra generazione, dopo che l'anime venne trasmesso su Italia 1 (molto censurato). Ovviamente l'impatto fu minore, ma fu sempre più significativo che in altri paesi (come gli Stati Uniti).

Kurumada termina il manga originale nel lontano 1990. Personalmente ho letto il manga qualche anno più tardi, verso la fine del decennio, quando ormai ero grandicello. Il manga terminava con la sconfitta di Hades/Ade e con Athena ed i 5 protagonisti che tornano vittoriosi sulla Terra, ma con Seiya ferito in maniera seria. Tutti si aspettavano a quel punto che prima o poi Kurumada continuasse, prima o poi, la storia con la fantomatica "saga di Zeus", il re di tutti gli dei, ma quella saga non venne mai realizzata (perfino oggi, nel 2024, si dubita fortemente possa venire mai realizzata, almeno da Kurumada stesso). Nel 2006 Kurudama comincia una nuova serie di SS, sequel diretto della serie originale, ben 16 anni dopo la conclusione della saga di Hades. Questa serie si affaccia al mercato dopo vari tentativi di rilanciare SS tramite spin-off realizzati da altri mangaka, e perfino un film, Tenkai-hen, che per quanto fosse una ventata di aria fresca, fallì miseramente. Next Dimension purtroppo non era la saga di Zeus che tutti volevano, ma poco male pensarono i fan: una volta sistemato questo pre-sequel (visto che era anche prequel della serie classica) in pochi volumi (ed anni), Kurumada sarebbe passato al piatto forte. Ed invece NO, Next Dimension è durato di fatto ben DICIOTTO anni, e si è concluso appena nel 2024! Ciò è successo per varie ragioni: in primis l'autore stesso non era molto interessato più al brand Saint Seiya. Lo si capisce dal fatto che ad un certo punto ha cominciato a lavorare ad altri manga, tralasciando questo. In secondo luogo le buone idee e le idee originali sembrano ormai finite: a parte alcuni personaggi infatti, la maggior parte del nuovo cast sembra o riciclato dal vecchio, oppure ben poco interessante o fin troppo bizzarro (qualcuno ha nominato il gold saint del Cancro?). La conclusione di Next Dimension però alla fin fine lascia uno spiraglio aperto ad un sequel, ma come detto Kurumada ormai ha anche una certa età, e le vendite di Next Dimension non sono state esattamente esaltanti, tant'è che ad oggi nessuna serie animata di Next Dimension è stata realizzata, in tutti questi anni. Vari progetti si sono susseguiti per rivitalizzare il brand, incluso un film in 3D di dubbio gusto, un film più recente live action che ha floppato alla grande, ed una nuova serie animata che non ci credeva molto (ma per qualche motivo va ancora avanti...).

Serie strana Next Dimension: pubblicata in bianco e nero su rivista, come la maggior parte dei manga da tempo immemore, venne però pubblicato a colori in volume! Scelta particolare, non tanto perché si decide di colorarlo, è avvenuto per altri manga infatti, ma solo in seguito (tipo Naruto). No, la scelta è bizzarra, perché il colore non aggiunge chissà che grandi effetti al manga di base, anche se bisogna dire che non è malvagio di per sé. Bizzarri sono, come già detto, anche diversi personaggi. Do la colpa a manga "moderni" come One Piece per questo! La voglia di creare forse un'opera anche per i più piccini (che però se ne strafregano di opere vetuste come Saint Seiya) ha forse influito in maniera negativa. Kurumada una volta era il cosiddetto "principe degli shounen": riusciva ad ammaliare le generazioni di adolescenti con le sue opere, un po' per tutti gli anni '80. Ma nei '90 le cose si fecero decisamente più difficile per lui. Il flop di diversi manga, ed il mezzo flop di BtX, nonostante la serie anime, lo relegarono al dimenticatoio. Oramai il suo modo di raccontare storie non bastava più al pubblico di nuovi giovani, ed i vecchi lettori erano passati ai seinen, o avevano abbandonato i manga completamente. Quando un autore non riesce ad entrare più in sintonia con i nuovi lettori, allora deve correre ai ripari in qualche maniera, oppure cercare una nuova nicchia di pubblico. Ovviamente ci sono ancora vecchi lettori di Saint Seiya in circolazione, ma sono una frazione di quelli che erano negli anni '80 (ed in altri paesi anche '90). La cosa particolare è che il giro di affari relativo a SS è ancora piuttosto elevato, ma ciò vale soprattutto per il merchandising. Quello tira ancora bene. I nuovi manga fanno fatica invece.

Next Dimension prende il via da dove si era conclusa la serie classica: i cavalieri di Athena si stanno leccando le ferite, Seiya è in stato catatonico, ma ecco che qualcuno vuole attentare alla sua vita. Si tratta di un cavaliere decaduto, che viene usato da una sorella di Athena come sicario. Athena ovviamente non è contenta, e cerca di trovare un modo per poter risvegliare il suo amato Seiya/Pegasus. L'unico modo pare essere quello di tornare alla precedente "Guerra Sacra" contro Hades, avvenuta più di 200 anni prima. Arrivati nel passato grazie a Chronos, Athena diventa una bambina, ed i 4 protagonisti si trovano in mezzo alla guerra sacra tra l'esercito di Hades ed i 12 gold saint di Athena. Ma non solo! Appare anche un tredicesimo, inaspettato gold saint, che nasconde molti segreti, e sembra essere molto più forte di tutte le pedine in campo. Tra tutti questi si muove un altro nuovo saint, ex silver saint della coppa, che sembra aver tradito Athena. Detto così sembra una storia abbastanza intrigante ed originale, ma lo è solo a tratti: a tratti infatti sembra di rivedere la prima parte della saga di Hades e la scalata alle 12 case dello zodiaco, e solo a tratti si possono leggere parti originali. Non ha aiutato la lunga, estenuante serializzazione: ad un certo punto i lettori non erano più ansiosi di leggere nuovi capitoli, ma erano stufi di aspettare tanto tra un capitolo e l'altro. Un problema non da poco. Molti speravano che venisse realizzata una serie animata che sistemasse i problemi di sceneggiatura del manga, almeno in parte, o che almeno tagliasse le parti ridondanti, ma nessun adattamento animato è stato realizzato in tutti questi anni, e le probabilità che avvenga in futuro sono molto basse, se non inesistenti. Mentre il reboot animato infatti ha raggiunto i cavalieri d'oro, non è detto che continui in futuro con una nuova, terza stagione. SS avrebbe meritato una "terza età" più serena, ma alla fine, dopo quasi 40 anni dall'inizio del manga, il futuro di SS rimane nebuloso.

A questo punto anche la saga di Zeus sembra improbabile, anche se sarebbe la perfetta conclusione per Saint Seiya. Il problema è che Kurumada, a questo punto ha 70 anni, ed anche se cominciasse il prossimo anno l'ultima saga, quando la finirebbe? Ci sono mangaka che hanno continuato a disegnare anche a 80 anni inoltrati, ma anche Kurumada ha diritto a godersi la pensione, giusto?

Un vero peccato che Kurumada abbia perso così tanto tempo con Next Dimension: se ci avesse dedicato 5/6 anni pieni avrebbe potuto poi imbastire almeno la saga finale, in modo tale da terminare l'opera entro il 2030, volendo. Ovviamente può sempre delegare a qualcun altro il nuovo manga eventualmente, anche se non sarebbe la stessa cosa. Non mi sento di biasimare troppo il sensei Kurumada comunque, lui ci ha provato al meglio delle sue possibilità attuali. C'è chi dice che SS non è mai stato granché fin dall'inizio, ma SS funzionava alla grande negli anni '80/inizio '90. Purtroppo mostra tutti i suoi limiti narrativi al giorno d'oggi, anche se devo ammettere che leggerei 10 volte Saint Seiya piuttosto di leggere 1 volta One Piece, che ormai non si concluderà forse mai più.

Saint Seiya Next Dimension aveva molte potenzialità, ma Kurumada forse non aveva bene in mente come sviluppare la trama, e continuava a girare in tondo, come se stesse aspettando l'ispirazione suprema, che alla fine non è mai arrivata. Ovviamente lui non è un principiante, quindi in qualche maniera è riuscito a mettere insieme qualcosa di abbastanza coerente, ma con poco mordente. Se mai dovesse cominciare la saga Zeus, speriamo che ci rifletta molto prima di creare i personaggi e le situazioni, in maniera che stavolta la storia non gli sfugga di mano. Ovviamente c'è anche il rischio di creare una saga banalotta, priva di particolari colpi di scena, ma a questo punto sarebbe meglio che niente? Ai posteri l'ardua sentenza.