lunedì 13 febbraio 2017

Manga sickness 12: Tiger Mask W - Impressioni dopo 16 episodi

Quando lessi che in Giappone si voleva realizzare una nuova serie di Tiger Mask (Uomo Tigre, da noi) fui tutto tranne che elettrizzato, considerando anche il fatto che fosse un sequel e che i sequel dopo tanto tempo difficilmente riescono bene (vabbè, con i reboot è quasi peggio, ma non generalizziamo). Il rischio di realizzare una puttanata è comunque sempre in agguato, sebbene non manchino esempi di sequel o reboot ben fatti, e sinceramente temevo che il risultato finale non fosse all'altezza della prima serie storica.
E quindi, qual è il responso dopo le prime 16 puntate (su 39 che dovrebbero essere)? In tutta onestà Tiger Mask W si è rivelato nei primi 13 episodi tutto sommato una serie interessante, abbastanza avvincente e divertente, anche se non sono mancati episodi e momenti che definire imbarazzanti sarebbe poco, come l'episodio 6 in cui compaiono due idol/comiche realmente esistenti, e ti chiedi perché le abbiano messe lì, se per far loro pubblicità o perché i loro fan si mettano a guardare Tiger Mask W. Una cosa è certa, erano totalmente fuori luogo!

Il duo comico in questione, Nama Hamu e Yaki Udon si mettono a far boccacce ai poveri lottatori di wrestling!
Poi ci sono cose abbastanza assurde, come la presenza di un Mister X con la pelle viola che è a capo di Tana delle Tigri (che ora si chiama Monopoly), che è tale e quale a quello che tutti conosciamo, ma non è lui, anzi viene chiaramente detto che è morto di crepacuore dopo la morte sul ring del grande capo di Tana delle Tigri, nell'incontro contro Naoto Date! A parte che il primo Mister X era morto in un incidente cercando di uccidere Naoto, ma finendo lui stesso schiacciato nella sua auto! La cosa assurda è che Mr. X alla fin fine non era esattamente un pezzo grosso dell'organizzazione, era solo uno di vari manager di Tana delle Tigri, tant'è che esistono almeno Mr. Y e Mr. Z!

Il nuovo Mr. X al confronto con il vecchio: la somiglianza è sorprendente, ma non sono la stessa persona! Incredibilmente però in Giappone hanno lo stesso doppiatore.
Altra cosa che mi ha lasciato un po' perplesso è stata l'idea di riciclare alcuni degli avversari comparsi nel primo Tiger Mask: ad esempio Black Python nell'episodio 2, che riprende Pitone Nero della prima serie, o Red Death Mask che riprende Maschera di Morte, ma senza raggiungere i livelli epici della serie storica (in particolare Black Python viene liquidato in pochi minuti, mentre Red Death Mask viene battuto comunque assai facilmente, nonostante inizialmente avesse messo in difficoltà Tiger Mask con la sua stretta micidiale).
Viene riproposto anche il personaggio di Yellow Devil (il Demone Giallo nella versione italiana, che inizialmente era il soprannome dell'Uomo Tigre, e poi diventa il nome di un lottatore di Tana delle Tigri), che parrebbe essere il villain principale di tutta la serie, o comunque è il motivo che ha spinto il protagonista a vestire i panni di Tiger Mask. Nell'episodio 13 il protagonista riesce dunque a sconfiggerlo, ma scopre che non è lo stesso che aveva ridotto in fin di vita il suo precedente allenatore/wrestler, ma un altro potente wrestler chiamato ad impersonarlo durante il torneo dei lottatori mascherati. Colpo di scena, amici telespettatori, robe che nemmeno nella WWE...
Terminata dunque la parte "seria" Tiger Mask W è tornato sui suoi passi, mostrandoci 3 episodi più o meno ridicoli (eccetto il 14): l'episodio 15 in particolare con il lottatore messicano che come arma segreta usa un cactus (è vero, non mi sto inventando nulla!), e l'episodio 16 che in pratica sembra la versione di Man vs Food nipponica. C'è da sperare che dopo aver toccato il fondo (del ridicolo) la serie si riprenda un po'...

Tornando invece sulle cose buone, c'è da evidenziare il fan service, che non è abbondante, ma comunque ben rappresentato da Miss X, la manager di Tana delle Tigri, una delle donne più pettorute mai viste in un anime, che ama far mostra del suo davanzale in abiti civili, mentre quando la si vede sul ring a presentare i suoi lottatori è rivestita con un abito in pelle (o latex? boh!) per evidenziare meglio le sue curve, con tanto di frusta al seguito, tanto per ribadire la sua natura sadica, se non si fosse capito!
Miss X, il cui vero nome è Poppea, o forse Marchesa De Sade...Chissà!
Altra cosa positiva è il fatto che nella serie compaiono diversi lottatori della NJPW, la New Japan Pro Wrestling, fondata dal celebre Antonio Inoki nel 1972. Nulla di nuovo, già nella prima e seconda serie apparivano alcuni lottatori reali, come il già citato Inoki (prima e seconda serie) e il gigante Baba, logicamente il fatto di avere wrestler famosi è un plus soprattutto per i giapponesi, visto che non credo siano molti occidentali a seguirlo (almeno non io).
Interessante anche che l'allenatore del nuovo Tiger Mask sia Kentaro Takaoka, il personaggio che fu il Diavolo Giallo nella prima serie (e che in teoria avrebbe dovuto ereditare la maschera dell'Uomo Tigre), che a causa di un infortunio ha dovuto ritirarsi dal wrestling e poi ha aperto un'officina per mantenersi. Sua nipote Haruna fa invece da manager al nuovo Tiger Mask: si tratta di un'energica ragazza di 19 anni, che dopo essersi diplomata avrebbe voluto diventare apprendista presso l'officina dello zio, invece finisce per entrare nel mondo del wrestling. Non si occupa solo di gestire gli incontri di Tiger Mask, ma anche di venderne il merchandising (magliette, pupazzi...), e probabilmente farebbe bene a gestirne anche i guadagni, visto che dopo aver vinto il premio di 100000$ dell'incontro tra lottatori mascherati indetto da Monopoly, Tiger Mask li dona interamente (un po' come faceva Naoto Date, ma in maniera più sconsiderata, a mio parere). Il personaggio di Ken(taro) Takaoka non agisce molto, purtroppo, sembra messo lì più per fare da collante tra la prima e questa serie: lo si vede seguire i match di Tiger Mask, dare qualche consiglio ogni tanto, ma niente di più. Sarebbe stato interessante conoscere un po' del passato di Takaoka, tanto per dare ai fan più "anzianotti" qualcosa in pasto...

E poi ci sarebbe il personaggio di Tiger the Dark, che in realtà è il figlio del wrestler malmenato da Yellow Devil, che è entrato a far parte della nuova Tana delle Tigri con il proposito di vendicarsi del potente lottatore (sembra non gli importi altro, infatti non gli interessa molto distruggere l'organizzazione). Quindi abbiamo due lottatori mascherati da tigre, e difatti il titolo "W" in giapponese si legge in maniera molto simile a "Double", doppio. I due wrestler hanno anche lottato tra loro durante un torneo, e la vittoria è andata a Tiger Mask (per un soffio, perché Tiger the Dark è comunque un lottatore molto forte). Dopo essere stato sconfitto il Tiger Dark è stato punito dall'organizzazione (fortunatamente non usano più eliminare fisicamente i lottatori sconfitti), ma si sta preparando per tornare in vetta, in maniera da potersi vendicare di Yellow Devil, quindi si suppone che lo si vedrà di nuovo sul ring, anche perché non gli hanno dedicato moltissimo spazio fino ad ora.

Tiger the Dark, alias Takuma Fuji, figlio del wrestler Daisuke Fuji malmenato sul ring dal potente Yellow Devil!
Piccola curiosità: forse non tutti sanno che in Giappone ci sono stati diversi lottatori che hanno combattuto con il "ring name" Tiger Mask, ma la cosa più sorprendente è che ci sono stati anche diversi gaijin (stranieri) che hanno combattuto nella NJPW con il nome di Black Tiger, proprio come nemesi di Tiger Mask. E, se ancora non bastasse, Black Tiger II fu interpretato negli anni '90 da un wrestler molto noto della WWE, ovvero Eddie Guerrero!

In definitiva fino ad ora Tiger Mask W si è rivelato un buon sequel? In parte sì, ma in parte è stata anche una mezza delusione: siamo lontani anni luce dai fasti della prima serie, e per certi versi manca anche la passione presente nella seconda che, per quanto piena di assurdità, era comunque abbastanza appassionante. L'impressione è che Tiger Mask W sia una serie "asettica", priva di guizzi inventivi, i personaggi non sembrano molto motivati: siamo lontani anni luce dal Naoto Date che combatteva per guadagnare denaro per gli orfani, e nel contempo combatteva contro Tana delle Tigri che voleva fagli la pelle perché aveva disertato (e non pagava più il "pizzo" all'organizzazione!). In Tiger Mask W invece Tiger Mask viene addirittura usato dalla GWM (Global Wrestling Monopoly) per attirare più spettatori (paganti) nelle loro arene, e non c'è quindi una vera e propria volontà di eliminarlo, nonostante gli mandino contro ogni tanto qualche lottatore apparentemente temibile come Red Death Mask. Ma non solo, i lottatori della GWM non commettono nemmeno scorrettezze (a parte Yellow Devil, ma solo in una occasione), non c'è un vero motivo per detestarli, insomma. Se almeno si dopassero allora avrei un motivo per detestarli...ed invece no, niente di tutto ciò: certo, non si arriva a fare il tifo per i "cattivi", ma non c'è nemmeno un motivo forte per tifare per Tiger Mask, a parte appunto il fatto che vuole vendicarsi del Monopoly.
Per ora dunque il verdetto è una sufficienza risicata, staremo a vedere nelle prossime puntate se ci sarà un miglioramento netto o si continuerà s questa strada.

martedì 31 gennaio 2017

Manga Sickness 11: Goen, abbiamo un problema!

Nell'era di internet nelle nostre tasche, nell'era in cui cercare e trovare la traduzione (amatoriale) di un'opera è diventato facile come cambiarsi le mutande ogni mattina, pare anacronistico star a parlare di case editrici che pubblicano (o meglio NON pubblicano) manga regolarmente, in fondo chi se ne frega, conosco l'inglese abbastanza bene da essere in grado di leggerlo e capirlo, le scanlation di quasi tutti i manga sono facilmente reperibili nel mare magnum del web...Ed allora, dove sta il problema? Il problema per me non è certo quello di volere la copia cartacea ad ogni costo, anzi, mi stanno quasi sulle balle tutte le centinaia di manga che ho sparsi per la casa, cartaccia che per la maggior parte sta lì a prendere la polvere: insomma, non posso dire di essere un feticista della carta. Il problema sta a monte, ovvero che ci sono diversi manga che ancora non sono stati tradotti amatorialmente, e quindi acquistarli dalle case editrici è l'unico modo di leggerli. E fin qua tutto bene, in fondo bisogna ripagare lo sforzo economico che le case editrici italiane fanno per poter presentare al pubblico italiano un volume decentemente stampato e tradotto, ad un costo tutto sommato contenuto. La rogna arriva quando la casa editrice in questione si chiama GOEN, ed arrivi a maledire il giorno in cui hanno deciso di pubblicare proprio quel manga che ti piace tanto e non riesci a trovare da nessuna altra parte.
Il fatto è che la GOEN allo stato attuale è ritenuta così inaffidabile che molti lettori sono arrivati al punto di evitare di acquistare qualsiasi sua uscita come la pesta, sia perché non sanno se verrà mai portata a termine (nel caso dei numeri 1), sia per una protesta vera e propria. Questo chiaramente va ad incidere sulla situazione probabilmente già non rosea per la casa editrice (anche se ovviamente è difficile dirlo da non addetto ai lavori). D'altro canto non sarebbe certo la prima casa editrice di manga a fare una brutta fine in Italia (Comic Art, Play Press, D/Visual...), e pubblicare manga di nicchia non aiuta certo a restare aperti, purtroppo.
Le scarse vendite di una o più serie possono infatti portare facilmente al tracollo finanziario una casa editrice "piccola", portando le serie non concluse a diventare serie "orfane" che probabilmente non verranno neppure riprese da altre case editrici (a parte forse quelle più famose). Ci sono probabilmente 40-50 serie in corso da parte di Goen, includendo anche quelle di cui è uscito solo il primo volume, numero impressionante, numero di cui tra l'altro mi sono accorto solo di recente, non acquistando molte serie della GOEN. Come già detto, molte serie sono disponibili in maniera non ufficiale sui vari siti aggregatori di manga, come Batoto o MangaFox (in inglese), e dunque per chi è munito di un tablet o di chi "accontenta" di leggerlo da pc (o addirittura da smartphone!) non ci sono particolari problemi. Come già detto le rogne arrivano quando si tratta di manga che non sono stati tradotti da nessuno in lingue vagamente più comprensibili del giapponese (o anche cinese o coreano), come ad esempio Karakuri Circus o Sam  il ragazzo del West, manga del 1971, da cui fu tratta la serie tv omonima.
Ci sono alcune serie un po' meno di nicchia, ma probabilmente non abbastanza da garantire la prosperità di una casa editrice. Ovviamente non conosco la situazione patrimoniale della Goen, ma va da sé che non dev'essere particolarmente florida.
A questo punto sono due le strade che si aprono in futuro:
1) i lettori smettono di comprare albi della Goen, che per forza di cose smette di pubblicare (almeno i manga). I diritti delle serie orfane potrebbero essere acquistati da altre case editrici, ma non è detto che accada per tutte le serie.
2) i lettori continuano ad acquistare gli albi, ed in qualche maniera la Goen torna in carreggiata (ma non è scontato che succeda).

Difficile dire quale esito sia più preferibile, l'unica cosa certa è che sbraitare sulla pagina Facebook dell'editore non serve a molto, così come lamentarsi sui vari siti specializzati, come fanno molti lettori incavolati (incavolati a ragione, ma resta comunque inutile).

Non resta che attendere e vedere come evolverà la situazione, a questo punto. Personalmente continuerò ad acquistare tutti i manga editi dalla Goen che usciranno (non seguo moltissime serie di questa casa editrice), sperando che riescano a tornare ad una periodicità bimestrale o quanto meno trimestrale!

domenica 29 gennaio 2017

Perché la Warner Bros dovrebbe smettere di editare i film della DC nella loro versione cinematografica

Diciamo la verità, molte persone che hanno visto Batman v Superman e Suicide Squad sono rimaste molto deluse dal risultato finale (non io, almeno in linea generale), per vari motivi, inclusi i pessimi tagli operati per poter rientrare nel target più ampio possibile e al contempo permettere più proiezioni possibili nell'arco di una giornata (si veda BvS, circa mezz'ora di materiale eliminato dalla versione cinematografica, poi reintegrato nella versione dvd/bluray, ma non in quella a noleggio, giustamente). 
Personalmente ho apprezzato BvS, ma ho apprezzato molto di più la "Ultimate Edition", con mezz'ora di scene in più (quasi 3 ore di film in totale), scene violente ma anche scene che spiegavano molto meglio alcune cose che nella versione cinematografica non erano molto chiare. In sostanza molti spettatori potrebbero essere rimasti delusi dal film anche perché alcuni passaggi, alcune motivazioni dei personaggi erano poco chiare, proprio perché sono state tagliate scene chiave. Al di là dunque delle polemiche su personaggi come Lex Luthor, o di espedienti narrativi sulla carta geniali, ma in pratica tendenti al ridicolo (il celebre tormentone di "Martha"), il difetto principale di BvS è stata appunto la volontà della produzione di ricercare il massimo profitto, a costo della fruibilità del film.
Ancora peggio il fatto che l'unica versione noleggiabile era la "theatrical release", mentre la versione estesa (o meglio COMPLETA) era (ed è) visibile solo acquistandola (o scaricandola dal web, ma questa è un'altra storia). Quindi abbiamo da una parte un mezzo film, buono ma non eccezionale, che hanno visto in molti, è stato massacrato dalla critica (27% su Rotten Tomatoes), e dall'altra abbiamo invece una versione più che valida dello stesso film, che ha ricevuto critiche in generale un po' più favorevoli (soprattutto da parte di recensori di YouTube e dal pubblico). Il box office ha invece premiato tutto sommato la pellicola: più di 800 milioni di dollari non sono poco, anche se probabilmente la Warner Bros si aspettava incassi superiori al miliardo, e il successo di pellicole come Deadpool che, nonostante fosse vietato ai minori ed avesse un budget pari ad 1/5 di quello del film di Zack Snyder. è riuscito ad incassare quasi 800 milioni di dollari. Va da sé che, per quanto non sia stato un flop commerciale, Batman v Superman è stato, purtroppo, un flop "morale". Il che è un peccato, perché probabilmente si sarebbe potuto realizzare un film di gran lunga migliore di quello portato nei cinema (forse non al livello dei 2 primi Batman di Nolan, ma qualcosa di molto vicino). Ad ogni modo il combattimento tra Batman e Superman (nella versione estesa) è uno dei migliori visti in un film di supereroi (anche meglio di quello tra Capitan America ed Iron Man!).

Suicide Squad è invece un caso ancora differente: diretto da David Ayer, regista che a me era noto solo per il buon Training Day, il film aveva ricevuto una notevole interesse da parte del pubblico dopo la visione dei primi teaser/trailer. Il problema è che spesso i trailer mentono, più o meno spudoratamente, sono montati in maniera da mostrare il meglio di un film, ed a volte addirittura sono fuorvianti se non addirittura menzogneri! Ed il trailer di Suicide Squad mostrava in parte un film assai migliore di quello poi uscito al cinema, un film potenzialmente "esplosivo", mentre quello poi uscito al cinema è risultato essere molto deludente, o comunque sotto le aspettative.
Anche in questo caso la critica ha decisamente bocciato il film, mentre gli incassi sono stati abbastanza buoni, tutto sommato, segno che le persone hanno voglia di vedere film di supereroi (o in questo caso cattivi) appartenenti all'universo DC Comics, anche perché il MCU (Marvel Cinematic Universe) ha sfornato varie "fetecchie", negli ultimi tempi: Iron Man 3, Avengers: Age of Ultron, Thor: The Dark World ed in parte anche Captain America: Civil War che, nonostante buone premesse, soffre di un finale poco soddisfacente.
Stessi problemi per la saga degli X-Men, che ha visto film dalla qualità altalenante: ottimi i primi 2, ridicolo Conflitto Finale, di nuovo ottimo First Class, discreto Giorni di un futuro passato, mentre assolutamente da bocciare Apocalisse, nonché i due film dedicati a Wolverine.
Insomma, l'argomento "supereroi" non manca di affascinare il pubblico, e questo le major cinematografiche lo sanno bene, altrimenti la Disney non avrebbe acquisito la Marvel, e la Marvel non avrebbe pianificato le diverse fasi del MCU, ovvero partire dai personaggi più conosciuti per poi riuscire ad introdurre nei vari film anche quelli meno conosciuti (si veda ad esempio I Guardiani della Galassia), realizzare cross-over epici come quelli degli Avengers, per non parlare del lancio di numerose serie TV dedicate agli eroi che non hanno avuto molta fortuna al cinema (Daredevil, The Punisher, Ghostrider o che magari non sono stati giudicati abbastanza commerciabili per il grande schermo (ad esempio Agents of SHIELD, Jessica Jones...).
Tornando a Suicide Squad, il film ha avuto una produzione un po' travagliata, sia perché dopo la stroncatura da parte della critica di Batman v Superman ai piani alti della Warner Bros devono aver sentito la necessità di cambiare il tono dei film del DCEU (DC Extended Universe), da drammatico e sofferto di Man of Steel e Batman v Superman, a qualcosa di più divertente. Nell'aprile del 2016 infatti si viene a sapere che sono state rigirate alcune scene, probabilmente in seguito alle reazioni dei primi trailer, che in effetti puntavano molto sulla comicità dell'improbabile squadra di eroi. Il regista David Ayer ovviamente smentì la cosa in maniera categorica su Twitter, dicendo che invece si andava a rigirare alcune scene d'azione. Quale sia la verità non è importante, visto che alla fin fine ciò che conta è il risultato finale, ciò che è certo è che uno degli attori, Jared Leto, che nel film interpreta il Joker, ha affermato che molte scene che riguardavano il suo personaggio sono state tagliate, probabilmente scene troppo forti per ottenere il rating PG-13 (ovvero in pratica "vietato ai minori di 13 anni"). Va da sé che tagli del genere possono nuocere alla comprensibilità ed alla godibilità generale dell'opera. Senza contare che sembra che la versione di Suicide Squad arrivata nei cinema sia stata montata da chi si è occupato di montare il trailer che tanto hype ha contribuito a creare, cosa che forse può aver portato alla decisione di montare un film che rispecchiasse quel trailer, piuttosto che montarlo secondo quella che era la visione originale (del regista).

Ad ogni modo, il prossimo film della DC è in uscita tra circa 5 mesi, i primi di giugno del 2017, e sarà un test molto importante per la Warner Bros: riuscirà Wonder Woman a convincere la critica ed il pubblico, o sarà l'ennesimo film riuscito a metà? Da quello che si è visto nel trailer sembrerebbe un film interessante, al contrario di quello della Justice League (anche se si è visto ancora troppo poco per poter dare un giudizio, seppur preliminare).
Di sicuro la Warner Bros deve stare attenta ai passi falsi, altrimenti rischia di ammazzare dei franchise potenzialmente redditizi dando in pasto al pubblico film come Green Lantern, che fu il flop peggiore della stagione (2011), e di fatto il reboot è stato fissato per il 2020, anche se nulla è certo.

Insomma, mentre in TV impazzano le serie più o meno riuscite come Supergirl, Flash, Arrow e Gotham, al cinema le cose sono decisamente più difficili per i supereroi DC. Personalmente non posso che sperare che i prossimi film migliorino e possano incontrare il favore della critica e del pubblico: sogno un Suicide Squad 2 vietato ai minori e cazzuto, un film su Shazam/Capitan Marvel con i controcoglioni, ed in futuro un adattamento della graphic novel Kingdom Come da 6 ore fatto sempre da Zack Snyder (che nonostante tutto non è un cattivo regista, anzi)...In fondo sognare non costa nulla, no?

domenica 23 ottobre 2016

La lentezza dei dispositivi Android: mito o realtà?

Molti utenti si lamentano un po' da sempre di (micro) lag sui propri dispositivi android sin dalle prime versioni di questo sistema operativo, cosa vera soprattutto per quei smartphone e tablet più economici. La poca ottimizzazione e l'hardware non troppo prestante possono influire parecchio sulle prestazioni di un dispositivo: pretendere che uno smartphone da 100 euro si comporti bene come uno da 600-700 sarebbe assurdo, ma come la mettiamo con le prestazioni di dispositivi che un tempo erano top di gamma, nel tempo? In teoria dovrebbe filare tutto liscio...o no?
La risposta potrebbe non essere così scontata.
Riporto qui quello che mi è successo con un tablet Galaxy Note 10.1 modello 2012, acquistato nel 2013 nuovo di zecca, con sistema operativo Ice Cream Sandwich  (Android 4.0.3) successivamente aggiornato manualmente a KitKat (Android 4.4.2). I problemi prestazionali sono sopraggiunti  dopo l'aggiornamento, in particolar modo quando ho cominciato a riempire la memoria interna, installando app e giochi. Ad un certo punto sono arrivato al punto in cui il sistema non era più utilizzabile, e spesso ero costretto a riavviare il tablet. La cosa peggiore che avevo notato è che la velocità di scrittura sulla memoria interna era davvero infima, poco più di 1 mb/s, decisamente troppo poco per avere un sistema sufficientemente reattivo (ricordiamo che le app ed il sistema operativo necessitano continuamente di scrivere e leggere dati da e sulla memoria. In pratica un problema molto simile (o forse è proprio lo stesso) a quello che affliggeva il tablet Nexus 7 del 2012 (il primo modello, insomma). Fortunatamente il problema, almeno sul mio Galaxy Note, sembra facilmente risolvibile, anche se ciò comporta il dover ripristinare il dispositivo, ovvero formattare tutto lasciando solo il sistema operativo e le app di sistema. Una cosa non molto dissimile da quello che si faceva con Windows anni fa (e talvolta si fa ancora).
Indubbiamente ripristinare il sistema è una seccatura, perché significa eliminare tutti i dati presenti nella memoria interna (ecco perché è ancora importante avere la possibilità di inserire una micro-sd nel proprio dispositivo dove salvare dati come musica, video e foto), ma per fortuna Android negli ultimi anni si è evoluto molto, tanto che ripristinando un dispositivo al primo riavvio, inserendo i dati dell'account Google, vengono scaricate ed installate automaticamente la maggior parte delle app e dei giochi installate in precedenza. Ancora meglio, alcuni giochi ed alcune app prevedono la possibilità di salvare dati sul cloud di Google o su altri cloud, in modo da ritrovarsi con i dati salvati automaticamente (cosa che fa ad esempio Photoshop Touch, che permette di salvare le immagini elaborate nel cloud di Adobe).
Al momento dunque il tablet funziona molto meglio di prima, resta da vedere per quanto tempo. Nel dubbio meglio evitare di installare (e disinstallare) troppe schifezze, come ho imparato a fare su Windows da oltre 15 anni a questa parte.

C'è da aggiungere anche che le più recenti versioni di Android hanno di sicuro mitigato di molto questo tipo di problemi, inoltre molti cambiano tablet o smartphone anche più di una volta all'anno, per provare diversi dispositivi, ad esempio. Per chi invece come me non ha molti fondi a disposizione, o comunque non sente la necessità di cambiare spesso i propri dispositivi portatili, un modo per avere un dispositivo sempre aggiornato ed in forma è quello di flashare rom alternative, ovvero installare sul dispositivo una versione di Android ottimizzata da qualche sviluppatore indipendente, anziché dall'azienda che ha prodotto lo smartphone o tablet (che sia Samsung, Asus, LG, HTC od altri). Essendo versioni non ufficiali di solito viene a decadere la garanzia sul prodotto (ma per dispositivi più vecchi di 2 anni non è certo un problema): la maggior parte degli utenti però spesso non ricorre a rom alternative perché è una procedura non esente da rischi al 100% e non sempre è "user friendly", o comunque non user friendly abbastanza per gli utenti meno tecnofili.

Da questo punto di vista sembra ineccepibile il modus operandi di Apple, che garantisce aggiornamenti software fino a 5 anni per i suoi dispositivi, spesso più del doppio rispetto alla concorrenza, e questa è una di quelle cose che sicuramente non dispiace a molti utenti (seppure a molti altri non importa molto, basta che funzioni bene e che non dia troppe noie). Il lato negativo della medaglia è che i dispositivi Apple costano caruccio, e spesso per meno della metà del prezzo si può acquistare un dispositivo Android che va altrettanto bene e capace di durare più della metà di quello che viene supportato uno Apple. E' il caso ad esempio del mio Samsung Galaxy Note 2, acquistato (usato) a 350 euro ed ancora oggi funzionante (seppure non più utilizzato da quasi 2 mesi), e sostituito da uno smartphone che costa circa 250 euro (nuovo), ma che va molto più veloce del Galaxy Note 2, ed in generale è migliore sotto tutti gli aspetti (eccetto il pennino, quello purtroppo manca). E fra 3 anni non è escluso che si possa trovare qualche smartphone migliore di quello che ho oggi sotto i 200 euro!

Per riassumere (e non divagare troppo): le vecchie versioni di Android soffrivano di bug più o meno gravi che spesso andavano ad impattare anche in maniera pesante sulle prestazioni del proprio dispositivo. La buona notizia è che le versioni più recenti hanno eliminato gran parte di quei bug, la cattiva notizia è chi ha ancora dispositivi di 2-3 anni fa si ritrova ancora oggi con diversi problemi: lag, impuntamenti, crash di applicazioni e tutte altre cose poco piacevoli, ma ci sono diverse soluzioni, come visto:
1) fare attenzione a non riempire eccessivamente la memoria interna
2) evitare di installare troppe app che si avviano automaticamente all'avvio del dispositivo
3) in mancanza di un aggiornamento ufficiale del sistema operativo, cercare, se esiste, una rom alternativa per il proprio dispositivo. Se si mastica abbastanza bene l'inglese è possibile trovare molto materiale sui forum di xda o eventualmente sui forum di siti come AndroidWorld, vi si possono trovare molti utenti preparati e pronti a dare una mano, per qualsiasi problema si possa avere con il proprio dispositivo, o anche se si vuole semplicemente un consiglio sul dispositivo da acquistare.
4) in alternativa, se si è disperati per la lentezza del proprio dispositivo l'estrema misura è quella di ripristinare i dati di fabbrica. Va da sè che farlo ogni 6 mesi o una volta all'anno può essere tollerabile, se si è costretti a farlo una volta al mese o peggio allora significa una sola cosa: il dispositivo è scadente o ha qualche serio problema hardware/software!
5) non dimenticare mai che uno smartphone da 100 euro non potrà mai andare bene come uno da 700, e dunque non aspettarsi troppo per non rimanere delusi. Bisogna essere anche consci che talvolta spendendo anche solo 20 o 30 euro in più si può acquistare un dispositivo di gran lunga migliore. In questo caso, prima dell'acquisto è sempre meglio chiedere a qualcuno più esperto, possibilmente NON il venditore presso cui comprerete lo smartphone, per ovvi motivi!

mercoledì 10 agosto 2016

Suicide Squad: la recensione prematura

Si sa, vedere un film in inglese con sottotitoli in spagnolo (o almeno credo fossero in spagnolo) non è proprio il massimo. Non che non abbia una certa comprensione più o meno avanzata dell'inglese parlato, è solo che non sempre è facile comprendere tutte le battute, magari dette velocemente. Se a questo ci aggiungiamo una qualità video non eccelsa abbiamo in definitiva tutte le condizioni meno ideali per godersi un film di azione estivo. In pratica, più che una visione è stata una tortura. Ma dovevo vederlo, non potevo aspettare il 13 agosto per sapere se è davvero quel film di merda di cui si legge in molte recensioni. Ed il responso è:
NON E' UN FILM DI MERDA!

ANZI.

Certo, non è nemmeno un capolavoro.

MA funziona. Non sempre, ma funziona. Ci sono tante cose che funzionano, alcune che non funzionano, ma come sempre se i pregi sono maggiori dei difetti per me va più che bene. Ed allora viene da chiedermi perchè la critica l'ha odiato tanto, questo film: 27% è un votaccio, praticamente una stroncatura. Ma stroncare questo film in questo modo significa che non si è capito un cazzo, che è stato visto come se fosse un film "normale". Ma questo non è un film normale. E' un cazzo di film su un gruppo di criminali che vengono messi assieme contro la loro volontà, per combattere una minaccia che potrebbe causare gravi danni a tutto il mondo. Criminali e supercriminali costretti a lavorare per il "bene", con il metodo del bastone e quello della carota (più del bastone, in verità). Un gruppo di sacrificabili, da cui il nome della squadra. A proposito dei componenti della squadra, qualche recensore ha detto che il film passa la prima ora a convincere che siano cattivi-cattivi, cattivissimi, la feccia dell'umanità, insomma. In realtà non è proprio così: ad esempio Deadpool è sì uno spietato killer a pagamento, ma è anche un padre amorevole. Un criminale, ma con il cuore. Non troppo distante dalla sua controparte fumettistica, sebbene meno spietato. Oppure Harley Quinn, la dolce metà del Joker, colpevole di aver partecipato a gran parte dei crimini del suo fidanzato fuori di testa (ed anche lei non scherza), ma in fondo nel film risulta simpatica, non si riesce ad odiarla. O Capitan Boomerang, cazzone australiano che combatte appunto con i boomerang, che non si capisce bene cosa ci faccia nel film, in fondo è solo un ladruncolo da 4 soldi, ma anche lui è divertente. Tra quelli che restano solo uno si potrebbe odiare davvero, ma anche lui è una vittima dei suoi poteri. 

Poi c'è chi dice che Joker appare troppo poco.
Per me appare quanto basta, fosse apparso di più avrebbe finito con il rubare la scena alla Suicide Squad. Meglio così.

I villain non hanno motivazioni molto chiare, non si capiscono bene le interazioni tra loro,
Vero, in parte. Ma più che sulle motivazioni ci si dovrebbe concentrare sul fatto che la minaccia è "reale", e che bisogna combatterla in qualche modo (e visto che la Justice League ancora non esiste...)

Anthony Lane, critico del New Yorker dice, invece: "dire che il film perde la trama per strada non sarebbe proprio accurato, perchè vorrebbe dire che c'era una trama da perdere"
Ecco, queste battute molto pungenti da critico moderno per me lasciano il tempo che trovano, perchè in primo luogo la trama in questo film, seppure esile, c'è. Anche se temo che Lane non l'abbia compresa molto bene, indaffarato com'era a pensare a come demolire il film mentre lo guardava.

In definitiva un film che merita almeno una visione al cinema, in primis perchè non è il solito film di supereroi, ed anche perchè non è affatto male. L'importante è non aspettarsi un capolavoro del genere, perchè (purtroppo) non lo è. Ma sono certo che molti che andranno a vederlo non si annoieranno in quelle 2 ore!

PS: ovviamente andrò a vederlo anch'io al cinema, se non questa settimana la prossima!