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martedì 7 marzo 2017

Manga sickness 13: Quanto costano i diritti degli anime giapponesi?

Dopo aver saputo che Dynit non aveva intenzione di pubblicare una nuova collection della serie tv di Ranma 1/2 per il trentennale del manga, "a causa dell'elevata richiesta economica dei diritti", mi sorge spontanea una domanda: ma quanto costano questi diritti? E soprattutto quanto costano per serie tv vecchiotte come questa?
Per i non addetti ai lavori è una scatola nera, un mistero. L'unica cosa certa sono alcuni dati che si trovano in rete, che fanno riferimento ai costi di licensing per gli USA: ad esempio una serie di 24 episodi come Kurau - Phantom Memory costerebbe 960000$, mentre una di 13 come Jinki:Extend costerebbe 91000$! Mentre i diritti per il simulcast (proiezione in streaming in contemporanea a quella giapponese circa 1000-2000$ ad episodio, per salire in caso di serie più famose. 
Sappiamo che produrre un anime può costare parecchio, da 2 a 4 milioni di $ per una serie da 13 a 24 episodi, e sappiamo che spesso gli anime non vengono prodotti per generare profitto di per sé, ma più spesso per trainare le vendite dei manga da cui sono stati tratti (se è questo il caso). Per rifarsi della spesa a volte non è sufficiente nemmeno il passaggio televisivo e la vendita di dvd/bluray, figuriamoci la vendita di diritti all'estero (mettiamo costi 50000-100000$ per una serie  da 13-24 episodi). Tuttavia questo vale soprattutto per le serie nuove, visto che quelle vecchie si suppone abbiano già generato qualche profitto (se non è così allora vuol dire che l'intero mondo dell'animazione nipponica ha sempre lavorato in perdita da 40-50 anni a questa parte, cosa così assurda da risultare assai improbabile!), inoltre i costi di licensing dovrebbero essere inversamente proporzionali al tempo che passa, visto che un'opera è molto meno richiesta dal grande pubblico più tempo passa (eccetto alcune eccezioni), ed il diritto d'autore ha una durata prefissata (in genere 70 anni dalla morte dell'autore o dalla produzione dell'opera), quindi si dovrebbe andare da CENTO a ZERO più il tempo passa, anche se in alcuni casi si raggiunge un valore commerciale pari a zero già dopo 10-15 anni dalla pubblicazione (si veda l'abandonware, per questo). 
Tornando al discorso di Ranma 1/2, possiamo dire che senz'altro è una di quelle serie che negli anni '90 (e forse i primi anni del 2000) ha goduto di un certo successo in Italia, tuttavia il problema è che è una serie anche abbastanza lunga (161 episodi più alcuni OAV e film), e questo significa che un eventuale cofanetto non potrebbe costare poco (ad esempio 40 euro come il recente Samurai Champloo), quasi sicuramente potrebbe superare i 200 euro se non arrivare a 400. Sono cifre importanti, che non tutti si possono permettere o comunque vorrebbero spendere. Il che significa che non ci sarebbero vendite cospicue, e difficilmente chi lo pubblica rientrerebbe delle spese, in particolar modo se i costi per i diritti sono (relativamente) elevati. D'altro canto realtà come Netflix e Crunchyroll stanno pian piano soppiantando l'acquisto di materiale audiovisivo in funzione del pagamento mensile per poter vedere le serie preferite in streaming: nessuno dei 2 servizi offre per ora lo streaming di serie "vecchie", ma in futuro non si può mai dire. In ogni caso è anche una questione di comodità: lo streaming audio/video è di sicuro molto più comodo e versatile della riproduzione di un dvd/bluray, ed inoltre ci sono tutti i servizi connessi che i supporti fisici non hanno, come ad esempio la possibilità di ricevere dei consigli sulla base di quello che si è già visto/ascoltato. 
Insomma, pare proprio che non ci sia molta speranza per gli appassionati collezionisti di anime, anche se di recente sono usciti in edicola i dvd di serie "vetuste" come Yattaman (22 dvd a 9,90 euro l'uno!), ed in futuro dovrebbero uscire anche i dvd di diverse serie robotiche, come Daltanious, Danguard, Combattler V, God Sigma e General Daimos. Si tratta di serie anni '70, che sono rimaste nel cuore e nei ricordi di molte persone che le hanno guardate da piccoli, e dunque si punta sul fattore "amarcord", che nel caso di Ranma 1/2 probabilmente è meno sentito.
Che dire, forse vedremo una raccolta di dvd/bluray delle serie anni '90 tra 10-20 anni, quando Ranma sarà stato dimenticato da quasi tutti!

Tutti i personaggi di Ranma 1/2 (o la maggior parte di essi) racchiusi in un unico poster ad opera della sua autrice, Rumiko Takahashi

lunedì 13 febbraio 2017

Manga sickness 12: Tiger Mask W - Impressioni dopo 16 episodi

Quando lessi che in Giappone si voleva realizzare una nuova serie di Tiger Mask (Uomo Tigre, da noi) fui tutto tranne che elettrizzato, considerando anche il fatto che fosse un sequel e che i sequel dopo tanto tempo difficilmente riescono bene (vabbè, con i reboot è quasi peggio, ma non generalizziamo). Il rischio di realizzare una puttanata è comunque sempre in agguato, sebbene non manchino esempi di sequel o reboot ben fatti, e sinceramente temevo che il risultato finale non fosse all'altezza della prima serie storica.
E quindi, qual è il responso dopo le prime 16 puntate (su 39 che dovrebbero essere)? In tutta onestà Tiger Mask W si è rivelato nei primi 13 episodi tutto sommato una serie interessante, abbastanza avvincente e divertente, anche se non sono mancati episodi e momenti che definire imbarazzanti sarebbe poco, come l'episodio 6 in cui compaiono due idol/comiche realmente esistenti, e ti chiedi perché le abbiano messe lì, se per far loro pubblicità o perché i loro fan si mettano a guardare Tiger Mask W. Una cosa è certa, erano totalmente fuori luogo!

Il duo comico in questione, Nama Hamu e Yaki Udon si mettono a far boccacce ai poveri lottatori di wrestling!
Poi ci sono cose abbastanza assurde, come la presenza di un Mister X con la pelle viola che è a capo di Tana delle Tigri (che ora si chiama Monopoly), che è tale e quale a quello che tutti conosciamo, ma non è lui, anzi viene chiaramente detto che è morto di crepacuore dopo la morte sul ring del grande capo di Tana delle Tigri, nell'incontro contro Naoto Date! A parte che il primo Mister X era morto in un incidente cercando di uccidere Naoto, ma finendo lui stesso schiacciato nella sua auto! La cosa assurda è che Mr. X alla fin fine non era esattamente un pezzo grosso dell'organizzazione, era solo uno di vari manager di Tana delle Tigri, tant'è che esistono almeno Mr. Y e Mr. Z!

Il nuovo Mr. X al confronto con il vecchio: la somiglianza è sorprendente, ma non sono la stessa persona! Incredibilmente però in Giappone hanno lo stesso doppiatore.
Altra cosa che mi ha lasciato un po' perplesso è stata l'idea di riciclare alcuni degli avversari comparsi nel primo Tiger Mask: ad esempio Black Python nell'episodio 2, che riprende Pitone Nero della prima serie, o Red Death Mask che riprende Maschera di Morte, ma senza raggiungere i livelli epici della serie storica (in particolare Black Python viene liquidato in pochi minuti, mentre Red Death Mask viene battuto comunque assai facilmente, nonostante inizialmente avesse messo in difficoltà Tiger Mask con la sua stretta micidiale).
Viene riproposto anche il personaggio di Yellow Devil (il Demone Giallo nella versione italiana, che inizialmente era il soprannome dell'Uomo Tigre, e poi diventa il nome di un lottatore di Tana delle Tigri), che parrebbe essere il villain principale di tutta la serie, o comunque è il motivo che ha spinto il protagonista a vestire i panni di Tiger Mask. Nell'episodio 13 il protagonista riesce dunque a sconfiggerlo, ma scopre che non è lo stesso che aveva ridotto in fin di vita il suo precedente allenatore/wrestler, ma un altro potente wrestler chiamato ad impersonarlo durante il torneo dei lottatori mascherati. Colpo di scena, amici telespettatori, robe che nemmeno nella WWE...
Terminata dunque la parte "seria" Tiger Mask W è tornato sui suoi passi, mostrandoci 3 episodi più o meno ridicoli (eccetto il 14): l'episodio 15 in particolare con il lottatore messicano che come arma segreta usa un cactus (è vero, non mi sto inventando nulla!), e l'episodio 16 che in pratica sembra la versione di Man vs Food nipponica. C'è da sperare che dopo aver toccato il fondo (del ridicolo) la serie si riprenda un po'...

Tornando invece sulle cose buone, c'è da evidenziare il fan service, che non è abbondante, ma comunque ben rappresentato da Miss X, la manager di Tana delle Tigri, una delle donne più pettorute mai viste in un anime, che ama far mostra del suo davanzale in abiti civili, mentre quando la si vede sul ring a presentare i suoi lottatori è rivestita con un abito in pelle (o latex? boh!) per evidenziare meglio le sue curve, con tanto di frusta al seguito, tanto per ribadire la sua natura sadica, se non si fosse capito!
Miss X, il cui vero nome è Poppea, o forse Marchesa De Sade...Chissà!
Altra cosa positiva è il fatto che nella serie compaiono diversi lottatori della NJPW, la New Japan Pro Wrestling, fondata dal celebre Antonio Inoki nel 1972. Nulla di nuovo, già nella prima e seconda serie apparivano alcuni lottatori reali, come il già citato Inoki (prima e seconda serie) e il gigante Baba, logicamente il fatto di avere wrestler famosi è un plus soprattutto per i giapponesi, visto che non credo siano molti occidentali a seguirlo (almeno non io).
Interessante anche che l'allenatore del nuovo Tiger Mask sia Kentaro Takaoka, il personaggio che fu il Diavolo Giallo nella prima serie (e che in teoria avrebbe dovuto ereditare la maschera dell'Uomo Tigre), che a causa di un infortunio ha dovuto ritirarsi dal wrestling e poi ha aperto un'officina per mantenersi. Sua nipote Haruna fa invece da manager al nuovo Tiger Mask: si tratta di un'energica ragazza di 19 anni, che dopo essersi diplomata avrebbe voluto diventare apprendista presso l'officina dello zio, invece finisce per entrare nel mondo del wrestling. Non si occupa solo di gestire gli incontri di Tiger Mask, ma anche di venderne il merchandising (magliette, pupazzi...), e probabilmente farebbe bene a gestirne anche i guadagni, visto che dopo aver vinto il premio di 100000$ dell'incontro tra lottatori mascherati indetto da Monopoly, Tiger Mask li dona interamente (un po' come faceva Naoto Date, ma in maniera più sconsiderata, a mio parere). Il personaggio di Ken(taro) Takaoka non agisce molto, purtroppo, sembra messo lì più per fare da collante tra la prima e questa serie: lo si vede seguire i match di Tiger Mask, dare qualche consiglio ogni tanto, ma niente di più. Sarebbe stato interessante conoscere un po' del passato di Takaoka, tanto per dare ai fan più "anzianotti" qualcosa in pasto...

E poi ci sarebbe il personaggio di Tiger the Dark, che in realtà è il figlio del wrestler malmenato da Yellow Devil, che è entrato a far parte della nuova Tana delle Tigri con il proposito di vendicarsi del potente lottatore (sembra non gli importi altro, infatti non gli interessa molto distruggere l'organizzazione). Quindi abbiamo due lottatori mascherati da tigre, e difatti il titolo "W" in giapponese si legge in maniera molto simile a "Double", doppio. I due wrestler hanno anche lottato tra loro durante un torneo, e la vittoria è andata a Tiger Mask (per un soffio, perché Tiger the Dark è comunque un lottatore molto forte). Dopo essere stato sconfitto il Tiger Dark è stato punito dall'organizzazione (fortunatamente non usano più eliminare fisicamente i lottatori sconfitti), ma si sta preparando per tornare in vetta, in maniera da potersi vendicare di Yellow Devil, quindi si suppone che lo si vedrà di nuovo sul ring, anche perché non gli hanno dedicato moltissimo spazio fino ad ora.

Tiger the Dark, alias Takuma Fuji, figlio del wrestler Daisuke Fuji malmenato sul ring dal potente Yellow Devil!
Piccola curiosità: forse non tutti sanno che in Giappone ci sono stati diversi lottatori che hanno combattuto con il "ring name" Tiger Mask, ma la cosa più sorprendente è che ci sono stati anche diversi gaijin (stranieri) che hanno combattuto nella NJPW con il nome di Black Tiger, proprio come nemesi di Tiger Mask. E, se ancora non bastasse, Black Tiger II fu interpretato negli anni '90 da un wrestler molto noto della WWE, ovvero Eddie Guerrero!

In definitiva fino ad ora Tiger Mask W si è rivelato un buon sequel? In parte sì, ma in parte è stata anche una mezza delusione: siamo lontani anni luce dai fasti della prima serie, e per certi versi manca anche la passione presente nella seconda che, per quanto piena di assurdità, era comunque abbastanza appassionante. L'impressione è che Tiger Mask W sia una serie "asettica", priva di guizzi inventivi, i personaggi non sembrano molto motivati: siamo lontani anni luce dal Naoto Date che combatteva per guadagnare denaro per gli orfani, e nel contempo combatteva contro Tana delle Tigri che voleva fagli la pelle perché aveva disertato (e non pagava più il "pizzo" all'organizzazione!). In Tiger Mask W invece Tiger Mask viene addirittura usato dalla GWM (Global Wrestling Monopoly) per attirare più spettatori (paganti) nelle loro arene, e non c'è quindi una vera e propria volontà di eliminarlo, nonostante gli mandino contro ogni tanto qualche lottatore apparentemente temibile come Red Death Mask. Ma non solo, i lottatori della GWM non commettono nemmeno scorrettezze (a parte Yellow Devil, ma solo in una occasione), non c'è un vero motivo per detestarli, insomma. Se almeno si dopassero allora avrei un motivo per detestarli...ed invece no, niente di tutto ciò: certo, non si arriva a fare il tifo per i "cattivi", ma non c'è nemmeno un motivo forte per tifare per Tiger Mask, a parte appunto il fatto che vuole vendicarsi del Monopoly.
Per ora dunque il verdetto è una sufficienza risicata, staremo a vedere nelle prossime puntate se ci sarà un miglioramento netto o si continuerà s questa strada.

martedì 31 gennaio 2017

Manga Sickness 11: Goen, abbiamo un problema!

Nell'era di internet nelle nostre tasche, nell'era in cui cercare e trovare la traduzione (amatoriale) di un'opera è diventato facile come cambiarsi le mutande ogni mattina, pare anacronistico star a parlare di case editrici che pubblicano (o meglio NON pubblicano) manga regolarmente, in fondo chi se ne frega, conosco l'inglese abbastanza bene da essere in grado di leggerlo e capirlo, le scanlation di quasi tutti i manga sono facilmente reperibili nel mare magnum del web...Ed allora, dove sta il problema? Il problema per me non è certo quello di volere la copia cartacea ad ogni costo, anzi, mi stanno quasi sulle balle tutte le centinaia di manga che ho sparsi per la casa, cartaccia che per la maggior parte sta lì a prendere la polvere: insomma, non posso dire di essere un feticista della carta. Il problema sta a monte, ovvero che ci sono diversi manga che ancora non sono stati tradotti amatorialmente, e quindi acquistarli dalle case editrici è l'unico modo di leggerli. E fin qua tutto bene, in fondo bisogna ripagare lo sforzo economico che le case editrici italiane fanno per poter presentare al pubblico italiano un volume decentemente stampato e tradotto, ad un costo tutto sommato contenuto. La rogna arriva quando la casa editrice in questione si chiama GOEN, ed arrivi a maledire il giorno in cui hanno deciso di pubblicare proprio quel manga che ti piace tanto e non riesci a trovare da nessuna altra parte.
Il fatto è che la GOEN allo stato attuale è ritenuta così inaffidabile che molti lettori sono arrivati al punto di evitare di acquistare qualsiasi sua uscita come la pesta, sia perché non sanno se verrà mai portata a termine (nel caso dei numeri 1), sia per una protesta vera e propria. Questo chiaramente va ad incidere sulla situazione probabilmente già non rosea per la casa editrice (anche se ovviamente è difficile dirlo da non addetto ai lavori). D'altro canto non sarebbe certo la prima casa editrice di manga a fare una brutta fine in Italia (Comic Art, Play Press, D/Visual...), e pubblicare manga di nicchia non aiuta certo a restare aperti, purtroppo.
Le scarse vendite di una o più serie possono infatti portare facilmente al tracollo finanziario una casa editrice "piccola", portando le serie non concluse a diventare serie "orfane" che probabilmente non verranno neppure riprese da altre case editrici (a parte forse quelle più famose). Ci sono probabilmente 40-50 serie in corso da parte di Goen, includendo anche quelle di cui è uscito solo il primo volume, numero impressionante, numero di cui tra l'altro mi sono accorto solo di recente, non acquistando molte serie della GOEN. Come già detto, molte serie sono disponibili in maniera non ufficiale sui vari siti aggregatori di manga, come Batoto o MangaFox (in inglese), e dunque per chi è munito di un tablet o di chi "accontenta" di leggerlo da pc (o addirittura da smartphone!) non ci sono particolari problemi. Come già detto le rogne arrivano quando si tratta di manga che non sono stati tradotti da nessuno in lingue vagamente più comprensibili del giapponese (o anche cinese o coreano), come ad esempio Karakuri Circus o Sam  il ragazzo del West, manga del 1971, da cui fu tratta la serie tv omonima.
Ci sono alcune serie un po' meno di nicchia, ma probabilmente non abbastanza da garantire la prosperità di una casa editrice. Ovviamente non conosco la situazione patrimoniale della Goen, ma va da sé che non dev'essere particolarmente florida.
A questo punto sono due le strade che si aprono in futuro:
1) i lettori smettono di comprare albi della Goen, che per forza di cose smette di pubblicare (almeno i manga). I diritti delle serie orfane potrebbero essere acquistati da altre case editrici, ma non è detto che accada per tutte le serie.
2) i lettori continuano ad acquistare gli albi, ed in qualche maniera la Goen torna in carreggiata (ma non è scontato che succeda).

Difficile dire quale esito sia più preferibile, l'unica cosa certa è che sbraitare sulla pagina Facebook dell'editore non serve a molto, così come lamentarsi sui vari siti specializzati, come fanno molti lettori incavolati (incavolati a ragione, ma resta comunque inutile).

Non resta che attendere e vedere come evolverà la situazione, a questo punto. Personalmente continuerò ad acquistare tutti i manga editi dalla Goen che usciranno (non seguo moltissime serie di questa casa editrice), sperando che riescano a tornare ad una periodicità bimestrale o quanto meno trimestrale!

venerdì 20 novembre 2015

Manga sickness 10: Otoko Zaka (di Masami Kurumada)

Con "solo" 31 anni di ritardo rispetto al Giappone (ma che volete che sia, suvvia...) ci siamo finalmente cuccati una delle opere meno conosciute del maestro Kurumada, noto più per "Saint Seiya" (I cavalieri dello Zodiaco) e Bt'x (il cui anime fu trasmesso su TMC/La7 pieno di censure ormai 3 lustri fa! Il manga per fortuna non fu censurato, ma ebbe una pubblicazione travagliata), nonchè "Fuma no Kojiro" (di cui abbiamo visto degli OAV in italiano), "Ring ni kakero" (opera inedita in Italia ma citata spesso in altri manga), e più recentemente il sequel di Saint Seiya, soprannominato "Next Dimension". 
Otoko Zaka era una di quelle opere di Kurumada di cui me ne fregava di meno, visto che sulle riviste specializzate (Kappa Magazine, in particolare, l'unica rivista pre-internet che desse qualche informazione utile) non è mai stata pubblicizzata particolarmente, nè vi hanno tratto una serie animata. Il che, per certi versi, mi ha incuriosito parecchio: perchè la JPop ha deciso di pubblicare proprio questo manga? Leggendo sul web ho poi appreso che il manga era stato sospeso dopo soli 3 volumi, e Kurumada ha deciso di riprenderlo in mano dopo esattamente 30 anni dalla sua prima pubblicazione! Ed ecco altri 2 volumozzi, da aggiungere alla collezione! Incredibilmente, però, sembra che il manga non sia ancora concluso, dunque non è da escludersi che altri 2-3 volumi escano nei prossimi 30 anni...
Questo è il "demone delle risse",
che se ne sta tra le montagne ad
aspettare che qualche idiota vada
a sfidarlo...
Ad ogni modo il primo volume grida "anni '80" con tutta la sua forza: protagonista è un tredicenne che non ha mai perso una rissa da che è nato (almeno così dice), solo che nei primi capitoli arriva qualcuno molto più forte di lui che lo mette KO usando un solo braccio. Il protagonista però è un osso duro, e non gli piace perdere, così si rialza ogni volta, soltanto per venire steso di nuovo. Dopo averle prese tante decide di andare ad allenarsi dal "demone delle risse" (sic), il quale gli dice che lo allenerà se si butterà da un dirupo (!): il protagonista ovviamente lo fa e si spacca la testa, ma in qualche modo sopravvive. Seguono 10 giorni di allenamenti che per fortuna non ci vengono mostrati integralmente, ma si intuisce che il protagonista subisce come un punching ball. In qualche maniera sopravvive all'allenamento/massacro, e finalmente è pronto a dimostrare al Giappone di essere il bulletto delle scuole medie più forte del paese. Lo dimostra prima sconfiggendo una gang locale, e poi sfidando il suo capo, un altro bulletto delle scuole medie. I due partono per una gita in barca, per stabilire chi è il più scemo forte del Giappone, solo che finiscono in mezzo ad una tempesta, e la loro barchetta si "spiezza in due". Il protagonista deve dunque portarsi lo sfidante sulle spalle a nuoto, perchè non sa nuotare...E poi che succede? Boh, sinceramente non mi ricordo più, devo aver rimosso, oppure è finito il primo volume! E devo dire che non ho tutta questa fretta di leggere il secondo volume, se queste sono le premesse...
Non che non ci siano buone potenzialità, ma è evidente che "Otoko Zaka" sia invecchiato piuttosto male, non tanto per il tratto, che è praticamente lo stesso dei primi volumi di Saint Seiya (anzi, forse pure un pò migliore), ma per la trama davvero esile e ridicola. L'avvenimento più interessante di questo primo volume è il tizio che ha menato il protagonista che prende l'aereo per l'America, perchè apre ad innumerevoli possibilità. Insomma, fino ad ora un manga d'azione in cui c'è parecchia azione, ma poca sostanza. Perfino il poco riuscito "Ryusei il temerario" che parlava di un ragazzo bravo a menar le mani riusciva a risultare più coinvolgente! Se Saint Seiya lo si sopportava grazie ai colpi segreti spettacolari ed alle armature lucenti, e Bt'X grazie ai mecha, alle battaglie poco convenzionali (alcune a dir la verità molto geniali ed originali) e ad una serie di colpi di scena abbastanza ben assestati, Otoko Zaka invece sembra difettare di un motivo valido per continuare a leggerlo, a parte i disegni di Kurumada, per chi è un fan del suo stile.

Diciamo la verità, anche lei è un motivo sufficiente per continuare a leggere questo manga! (anche se mi sa che non apparirà molto nei volumi seguenti...)

martedì 11 agosto 2015

Manga sickness 9: Yuzo Takada torna a raccontare le avventure di Pai e Yakumo in "Shin 3x3 Eyes"

L'opera più nota di YT è senza dubbio 3x3 Occhi (conosciuto anche come Trinetra), che in Giappone fu pubblicato dal 1987 al 2002, e fu (in parte) trasportato anche su OAV. Il manga conta ben 40 volumi (non pochi se pensiamo che Dragon Ball, il cui successo è stato certamente maggiore, ne conta 42), durante i quali si avvicendano una miriade di personaggi diversi e bizzarri, ma il cast fisso è abbastanza ristretto. In particolar modo i protagonisti sono Pai e Yakumo, legati in maniera indissolubile da una specie di maledizione/benedizione, che di fatto rende Yakumo immortale finchè Pai è in vita. La cosa peggiore è che Pai condivide il suo corpo con un'altra personalità millenaria, detta Sanzihan, che quando si risveglia si manifesta con un terzo occhio sulla fronte di Pai. Il desiderio maggiore di Pai/Sanzihan sarebbe quello di diventare umana (invece che rimanere una creatura quasi immortale...), ma non sa ancora che questo desiderio metterà in moto una serie di eventi che porterà (quasi) all'estinzione del genere umano! In mezzo dunque a questi estremi ci sono molti combattimenti, siparietti comici, momenti drammatici, colpi di scena alla "il mistero della pietra azzura" e via dicendo. Inoltre questa serie ha il cattivo più potente di una serie manga, che bastona ripetutamente Yakumo in combattimento, non importa quanto Yakumo si alleni e diventi forte!
Questa immagine non rende nemmeno giustizia alla potenza di Benares, ma sulla rete non si trova purtroppo di meglio! :(
Ad ogni modo 3x3 Occhi era ormai terminato da oltre 10 anni, e nel frattempo YZ aveva prodotto diverse serie brevi ed un paio di serie di media lunghezza, quando, alla fine del 2014, si viene a sapere che l'autore avrebbe continuato la sua serie di maggior successo. C'era già stato un one-shot qualche anno addietro, per celebrare la serie (in Giappone si usa, a volte), ma questo era un affar serio, lo si capiva dal fatto che lo segnalavano su BakaUpdates e che non si trovavano le scansioni tradotte da nessuna parte. Ad essere fortunati si poteva sperare di trovare le scansioni della versione giapponese, e difatti qualche tempo fa mi è capitato di trovare quelle del primo (e per ora unico) volume.
Qual è il responso dopo una lettura distratta? Difficile a dirsi, anche perchè, purtroppo, non capisco una beneamata mazza di giapponese, dunque è molto arduo riuscire a carpire la trama solo dalle immagini. Si riesce ad intuire che Yakumo e Pai si trovano di fronte nuovi nemici, apparentemente esseri umani con poteri particolari, ma oltre a quello è pura speculazione. Il tratto del maestro Takada è quello a cui ci ha abituati in questi ultimi anni, dunque può piacere o meno, ma è comunque più che buono. C'è da rimpiangere un pò quello degli anni '90, ma del resto indietro non si torna. E' un pò come leggere Angel Heart e rimpiangere lo stile di Tsukasa Hojo dell'epoca di City Hunter (non quello di Cat's Eye che faceva piuttosto pena!), o quello di Alita - Last Order e piangere lagrime amare ricordando quello di Alita - L'angelo della battaglia!
Troppo poco, insomma, per dare un giudizio definitivo...Difficile anche dire quanto potrebbe durare questa nuova serie - difficilmente arriverà ai 40 volumi della precedente, ma soprattutto difficile dire se varrà la pena leggerne una traduzione. Considerando poi che gli "scanlators" si muovono soprattutto per le serie più note (a parte qualche eccezione), direi che le chance di poterne leggere una traduzione rasentano lo zero, a meno che ovviamente la serie non diventi improvvisamente popolare ed improvvisamente l'intero pianeta non acquisti buonsenso, cosa di cui dubito in maniera decisa!
La copertina del primo volume di Shin 3x3 Eyes...In primo piano 3 personaggi già noti ai fan della serie storica, sullo sfondo uno dei soliti abomini contro cui dovranno combattere i nostri eroi...

domenica 23 settembre 2012

Manga sickness 8: Bastard!!! volume 27

Non so se era perchè ero di buon umore ieri, o se davvero Bastard si è ripigliato, ma ho trovato il volume 27 una ventata d'aria fresca per la serie, che stava ormai ammuffendo, dopo l'interminabile battaglia contro Uriel! La cosa ironica è che il volume 27 ci riporta direttamente al punto in cui Dark Schneider combatteva contro il demone Porno Diano (o come diavolo si chiama!), con il superbellissimo protagonista (così si è sempre dichiarato) che le beccava senza pietà dalla bella e spietata demonessa! Una caterva di anni fa Hagiwara si era fermato al punto in cui DS era riuscito a strappare di dosso reggiseno e mutandine alla sua avversaria, che ovviamente era un bel pò imbarazzata per questo! Nel volume 27 la demonessa si ripiglia dall'imbarazzo, grazie a Satana che le fa il tifo, incitandola (più o meno...), e non si fa problemi a combattere ignuda, come mammà (o papà) l'ha fatta! Ancora una volta DS le becca manco fosse l'incontro di box tra Tyson e Gandhi (con DS nella parte di quest'ultimo, ovviamente!), ed arriva al punto in cui la demonessa gli trapassa il petto con il suo braccio! DS se la vede assai brutta, ma approfitta della vicinanza della sua avversaria per assestarle un...bacio a sorpresa!!! WTF?!? Ovviamente Porno Diano è sconvolta (si scoprirà poi che è vergine...un demone vergine? Boh...), ma si tratta di uno smarrimento momentaneo: mentre è sul punto di spappolare il cuore di DS, il nostro eroe la sorprende grazie ad uno dei suoi soliti "barbatrucchi"! Si divide infatti in centinaia di piccoli DS (l'aveva già fatto in passato, durante la "seconda serie"), e ne approfitta per contrattaccare. O meglio, cerca di approfittare della sua avversaria, nel vero senso della parola! Segue infatti una serie di tecniche segrete per far "godere" la demonessa, la quale, giustamente, alla fine viene di gusto! Ovviamente, benchè spossata dal suo orgasmo, Porno Diano ha ancora la forza per fare polpette di DS, il quale si ricompone (in tutti i sensi) e finisce per cadere in una zona dell'Inferno un pò particolare...Infatti è il luogo dove si trova l'Augoides (che dovrebbe essere una specie di corpo da battaglia, quasi un'armatura) di Gabriel, la graziosa arcangela che avevamo incontrato nel lontano volume 19. E poi? E poi nulla...finisce il volume, ma finalmente succede qualcosa! FINALMENTE BASTARD TORNA AD ESSERE BASTARD, e non un'accozzaglia di pagine in cui si vedono esplosioni devastanti e quintali di effetti speciali in CG! Il che lascia ben sperare per il futuro...o no?

Ah, dimenticavo, SPOILER ALERT! Muah ah ah ah ah!