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domenica 29 gennaio 2017

Perché la Warner Bros dovrebbe smettere di editare i film della DC nella loro versione cinematografica

Diciamo la verità, molte persone che hanno visto Batman v Superman e Suicide Squad sono rimaste molto deluse dal risultato finale (non io, almeno in linea generale), per vari motivi, inclusi i pessimi tagli operati per poter rientrare nel target più ampio possibile e al contempo permettere più proiezioni possibili nell'arco di una giornata (si veda BvS, circa mezz'ora di materiale eliminato dalla versione cinematografica, poi reintegrato nella versione dvd/bluray, ma non in quella a noleggio, giustamente). 
Personalmente ho apprezzato BvS, ma ho apprezzato molto di più la "Ultimate Edition", con mezz'ora di scene in più (quasi 3 ore di film in totale), scene violente ma anche scene che spiegavano molto meglio alcune cose che nella versione cinematografica non erano molto chiare. In sostanza molti spettatori potrebbero essere rimasti delusi dal film anche perché alcuni passaggi, alcune motivazioni dei personaggi erano poco chiare, proprio perché sono state tagliate scene chiave. Al di là dunque delle polemiche su personaggi come Lex Luthor, o di espedienti narrativi sulla carta geniali, ma in pratica tendenti al ridicolo (il celebre tormentone di "Martha"), il difetto principale di BvS è stata appunto la volontà della produzione di ricercare il massimo profitto, a costo della fruibilità del film.
Ancora peggio il fatto che l'unica versione noleggiabile era la "theatrical release", mentre la versione estesa (o meglio COMPLETA) era (ed è) visibile solo acquistandola (o scaricandola dal web, ma questa è un'altra storia). Quindi abbiamo da una parte un mezzo film, buono ma non eccezionale, che hanno visto in molti, è stato massacrato dalla critica (27% su Rotten Tomatoes), e dall'altra abbiamo invece una versione più che valida dello stesso film, che ha ricevuto critiche in generale un po' più favorevoli (soprattutto da parte di recensori di YouTube e dal pubblico). Il box office ha invece premiato tutto sommato la pellicola: più di 800 milioni di dollari non sono poco, anche se probabilmente la Warner Bros si aspettava incassi superiori al miliardo, e il successo di pellicole come Deadpool che, nonostante fosse vietato ai minori ed avesse un budget pari ad 1/5 di quello del film di Zack Snyder. è riuscito ad incassare quasi 800 milioni di dollari. Va da sé che, per quanto non sia stato un flop commerciale, Batman v Superman è stato, purtroppo, un flop "morale". Il che è un peccato, perché probabilmente si sarebbe potuto realizzare un film di gran lunga migliore di quello portato nei cinema (forse non al livello dei 2 primi Batman di Nolan, ma qualcosa di molto vicino). Ad ogni modo il combattimento tra Batman e Superman (nella versione estesa) è uno dei migliori visti in un film di supereroi (anche meglio di quello tra Capitan America ed Iron Man!).

Suicide Squad è invece un caso ancora differente: diretto da David Ayer, regista che a me era noto solo per il buon Training Day, il film aveva ricevuto una notevole interesse da parte del pubblico dopo la visione dei primi teaser/trailer. Il problema è che spesso i trailer mentono, più o meno spudoratamente, sono montati in maniera da mostrare il meglio di un film, ed a volte addirittura sono fuorvianti se non addirittura menzogneri! Ed il trailer di Suicide Squad mostrava in parte un film assai migliore di quello poi uscito al cinema, un film potenzialmente "esplosivo", mentre quello poi uscito al cinema è risultato essere molto deludente, o comunque sotto le aspettative.
Anche in questo caso la critica ha decisamente bocciato il film, mentre gli incassi sono stati abbastanza buoni, tutto sommato, segno che le persone hanno voglia di vedere film di supereroi (o in questo caso cattivi) appartenenti all'universo DC Comics, anche perché il MCU (Marvel Cinematic Universe) ha sfornato varie "fetecchie", negli ultimi tempi: Iron Man 3, Avengers: Age of Ultron, Thor: The Dark World ed in parte anche Captain America: Civil War che, nonostante buone premesse, soffre di un finale poco soddisfacente.
Stessi problemi per la saga degli X-Men, che ha visto film dalla qualità altalenante: ottimi i primi 2, ridicolo Conflitto Finale, di nuovo ottimo First Class, discreto Giorni di un futuro passato, mentre assolutamente da bocciare Apocalisse, nonché i due film dedicati a Wolverine.
Insomma, l'argomento "supereroi" non manca di affascinare il pubblico, e questo le major cinematografiche lo sanno bene, altrimenti la Disney non avrebbe acquisito la Marvel, e la Marvel non avrebbe pianificato le diverse fasi del MCU, ovvero partire dai personaggi più conosciuti per poi riuscire ad introdurre nei vari film anche quelli meno conosciuti (si veda ad esempio I Guardiani della Galassia), realizzare cross-over epici come quelli degli Avengers, per non parlare del lancio di numerose serie TV dedicate agli eroi che non hanno avuto molta fortuna al cinema (Daredevil, The Punisher, Ghostrider o che magari non sono stati giudicati abbastanza commerciabili per il grande schermo (ad esempio Agents of SHIELD, Jessica Jones...).
Tornando a Suicide Squad, il film ha avuto una produzione un po' travagliata, sia perché dopo la stroncatura da parte della critica di Batman v Superman ai piani alti della Warner Bros devono aver sentito la necessità di cambiare il tono dei film del DCEU (DC Extended Universe), da drammatico e sofferto di Man of Steel e Batman v Superman, a qualcosa di più divertente. Nell'aprile del 2016 infatti si viene a sapere che sono state rigirate alcune scene, probabilmente in seguito alle reazioni dei primi trailer, che in effetti puntavano molto sulla comicità dell'improbabile squadra di eroi. Il regista David Ayer ovviamente smentì la cosa in maniera categorica su Twitter, dicendo che invece si andava a rigirare alcune scene d'azione. Quale sia la verità non è importante, visto che alla fin fine ciò che conta è il risultato finale, ciò che è certo è che uno degli attori, Jared Leto, che nel film interpreta il Joker, ha affermato che molte scene che riguardavano il suo personaggio sono state tagliate, probabilmente scene troppo forti per ottenere il rating PG-13 (ovvero in pratica "vietato ai minori di 13 anni"). Va da sé che tagli del genere possono nuocere alla comprensibilità ed alla godibilità generale dell'opera. Senza contare che sembra che la versione di Suicide Squad arrivata nei cinema sia stata montata da chi si è occupato di montare il trailer che tanto hype ha contribuito a creare, cosa che forse può aver portato alla decisione di montare un film che rispecchiasse quel trailer, piuttosto che montarlo secondo quella che era la visione originale (del regista).

Ad ogni modo, il prossimo film della DC è in uscita tra circa 5 mesi, i primi di giugno del 2017, e sarà un test molto importante per la Warner Bros: riuscirà Wonder Woman a convincere la critica ed il pubblico, o sarà l'ennesimo film riuscito a metà? Da quello che si è visto nel trailer sembrerebbe un film interessante, al contrario di quello della Justice League (anche se si è visto ancora troppo poco per poter dare un giudizio, seppur preliminare).
Di sicuro la Warner Bros deve stare attenta ai passi falsi, altrimenti rischia di ammazzare dei franchise potenzialmente redditizi dando in pasto al pubblico film come Green Lantern, che fu il flop peggiore della stagione (2011), e di fatto il reboot è stato fissato per il 2020, anche se nulla è certo.

Insomma, mentre in TV impazzano le serie più o meno riuscite come Supergirl, Flash, Arrow e Gotham, al cinema le cose sono decisamente più difficili per i supereroi DC. Personalmente non posso che sperare che i prossimi film migliorino e possano incontrare il favore della critica e del pubblico: sogno un Suicide Squad 2 vietato ai minori e cazzuto, un film su Shazam/Capitan Marvel con i controcoglioni, ed in futuro un adattamento della graphic novel Kingdom Come da 6 ore fatto sempre da Zack Snyder (che nonostante tutto non è un cattivo regista, anzi)...In fondo sognare non costa nulla, no?

mercoledì 10 agosto 2016

Suicide Squad: la recensione prematura

Si sa, vedere un film in inglese con sottotitoli in spagnolo (o almeno credo fossero in spagnolo) non è proprio il massimo. Non che non abbia una certa comprensione più o meno avanzata dell'inglese parlato, è solo che non sempre è facile comprendere tutte le battute, magari dette velocemente. Se a questo ci aggiungiamo una qualità video non eccelsa abbiamo in definitiva tutte le condizioni meno ideali per godersi un film di azione estivo. In pratica, più che una visione è stata una tortura. Ma dovevo vederlo, non potevo aspettare il 13 agosto per sapere se è davvero quel film di merda di cui si legge in molte recensioni. Ed il responso è:
NON E' UN FILM DI MERDA!

ANZI.

Certo, non è nemmeno un capolavoro.

MA funziona. Non sempre, ma funziona. Ci sono tante cose che funzionano, alcune che non funzionano, ma come sempre se i pregi sono maggiori dei difetti per me va più che bene. Ed allora viene da chiedermi perchè la critica l'ha odiato tanto, questo film: 27% è un votaccio, praticamente una stroncatura. Ma stroncare questo film in questo modo significa che non si è capito un cazzo, che è stato visto come se fosse un film "normale". Ma questo non è un film normale. E' un cazzo di film su un gruppo di criminali che vengono messi assieme contro la loro volontà, per combattere una minaccia che potrebbe causare gravi danni a tutto il mondo. Criminali e supercriminali costretti a lavorare per il "bene", con il metodo del bastone e quello della carota (più del bastone, in verità). Un gruppo di sacrificabili, da cui il nome della squadra. A proposito dei componenti della squadra, qualche recensore ha detto che il film passa la prima ora a convincere che siano cattivi-cattivi, cattivissimi, la feccia dell'umanità, insomma. In realtà non è proprio così: ad esempio Deadpool è sì uno spietato killer a pagamento, ma è anche un padre amorevole. Un criminale, ma con il cuore. Non troppo distante dalla sua controparte fumettistica, sebbene meno spietato. Oppure Harley Quinn, la dolce metà del Joker, colpevole di aver partecipato a gran parte dei crimini del suo fidanzato fuori di testa (ed anche lei non scherza), ma in fondo nel film risulta simpatica, non si riesce ad odiarla. O Capitan Boomerang, cazzone australiano che combatte appunto con i boomerang, che non si capisce bene cosa ci faccia nel film, in fondo è solo un ladruncolo da 4 soldi, ma anche lui è divertente. Tra quelli che restano solo uno si potrebbe odiare davvero, ma anche lui è una vittima dei suoi poteri. 

Poi c'è chi dice che Joker appare troppo poco.
Per me appare quanto basta, fosse apparso di più avrebbe finito con il rubare la scena alla Suicide Squad. Meglio così.

I villain non hanno motivazioni molto chiare, non si capiscono bene le interazioni tra loro,
Vero, in parte. Ma più che sulle motivazioni ci si dovrebbe concentrare sul fatto che la minaccia è "reale", e che bisogna combatterla in qualche modo (e visto che la Justice League ancora non esiste...)

Anthony Lane, critico del New Yorker dice, invece: "dire che il film perde la trama per strada non sarebbe proprio accurato, perchè vorrebbe dire che c'era una trama da perdere"
Ecco, queste battute molto pungenti da critico moderno per me lasciano il tempo che trovano, perchè in primo luogo la trama in questo film, seppure esile, c'è. Anche se temo che Lane non l'abbia compresa molto bene, indaffarato com'era a pensare a come demolire il film mentre lo guardava.

In definitiva un film che merita almeno una visione al cinema, in primis perchè non è il solito film di supereroi, ed anche perchè non è affatto male. L'importante è non aspettarsi un capolavoro del genere, perchè (purtroppo) non lo è. Ma sono certo che molti che andranno a vederlo non si annoieranno in quelle 2 ore!

PS: ovviamente andrò a vederlo anch'io al cinema, se non questa settimana la prossima!

domenica 25 ottobre 2009

Breve recensione d'obbligo (o anche ode a un regista bastardo): Bastardi senza gloria (by Q. Tarantino)

L'ultimo film di Tarantino, "Bastardi senza gloria", o meglio "Inglorious basterds" conferma, come se ce ne fosse bisogno, il talento visionario ed inventivo di un regista cresciuto a pane e "pizze" cinematografiche. L'amore letteralmente viscerale che Quentin nutre per l'ottava (o nona?) arte lo porta istintivamente ad inserire l'epilogo del film nel luogo a lui più congeniale, un cinema! In fondo questo non è un film che parla di guerra, ma un film che parla di Cinema, con la maiuscola d'obbligo. Come potrebbe essere diversamente, poichè viene evidenziato continuamente durante la pellicola, sia dalla squadra dei "bastardi" capitanata da un Brad Pitt in stato di grazia (ad un certo punto della visione del film ho cominciato addirittura a rivalutare tutta la sua filmografia, persino Mr& Mrs Smith!), sia dai numerosi riferimenti cinematografici inseriti nella trama; a partire dalle citazioni dei film tedeschi degli anni '20, i riferimenti agli spaghetti western, l'inserimento del (finto) film nel film, dei personaggi quali le due attrici feticcio presenti nella trama, alla figura della spia britannica/critico cinematografico che conosce tutta la produzione filmica germanica tanto da averne scritto pure due libri, per arrivare alla bella e giovane propretaria del cinema francese che diverrà il fulcro di tutta la faccenda, e che sembra avere più di un motivo per odiare a morte l'enclave nazista. Si è detto (anche) che questo è un film che cerca di riscrivere la storia (non è un film revisionista, sia chiaro), ed infatti a conti fatti il finale ribalta completamente ciò che è effettivamente successo; ma, come nel libro di Philip Dick, "La svastica sul sole", non è questo che fa stare in piedi il film: il tema portante è la vendetta, in un modo non troppo dissimile da quello che avveniva in Kill Bill. La differenza sostanziale che qui la vendetta avviene su due piani diversi: abbiamo la caccia ai nazisti sistematica e brutale (ma che comunque avviene in modo casuale, senza avere un obiettivo specifico) da parte della squadra dei "bastardi" (che infatti adottano la tattica della guerriglia apache, per esasperare e fiaccare il morale dei soldati nazisti), e parallelamente la vendetta, o meglio la possibilità di vendicarsi per la bella e giovane proprietaria del cinema, eventualità che si materializza in modo del tutto casuale (ma si sa che in un film niente è mai casuale!). A completare un quadro già piuttosto ricco ed avvincente vi sono dei dialoghi davvero ben curati e mai fuori luogo o superflui (si parla infatti in varie lingue nel film, tedesco, francese, inglese e perfino italiano, o meglio siciliano!); le battute scorrono spesso a raffica (anche se talvolta alcuni sguardi valgono più di tutti i dialoghi dei migliori film tarantiniani), sembra di essere tornati ai tempi di Pulp Fiction, o delle Iene (seppure anche i dialoghi di "Deathproof" fossero memorabili). In aggiunta, come se tutto questo non bastasse, ad impreziosire il cast vi è anche il regista del tanto discusso "Hostel", Eli Roth, giovane discepolo di Tarantino, la cui parte di uno dei "bastardi" gli calza a pennello.
Tarantino è tornato grande! Anzi, si dovrebbe dire che con "Bastardi senza gloria" Tarantino continua ad essere grande!