martedì 31 gennaio 2017

Manga Sickness 11: Goen, abbiamo un problema!

Nell'era di internet nelle nostre tasche, nell'era in cui cercare e trovare la traduzione (amatoriale) di un'opera è diventato facile come cambiarsi le mutande ogni mattina, pare anacronistico star a parlare di case editrici che pubblicano (o meglio NON pubblicano) manga regolarmente, in fondo chi se ne frega, conosco l'inglese abbastanza bene da essere in grado di leggerlo e capirlo, le scanlation di quasi tutti i manga sono facilmente reperibili nel mare magnum del web...Ed allora, dove sta il problema? Il problema per me non è certo quello di volere la copia cartacea ad ogni costo, anzi, mi stanno quasi sulle balle tutte le centinaia di manga che ho sparsi per la casa, cartaccia che per la maggior parte sta lì a prendere la polvere: insomma, non posso dire di essere un feticista della carta. Il problema sta a monte, ovvero che ci sono diversi manga che ancora non sono stati tradotti amatorialmente, e quindi acquistarli dalle case editrici è l'unico modo di leggerli. E fin qua tutto bene, in fondo bisogna ripagare lo sforzo economico che le case editrici italiane fanno per poter presentare al pubblico italiano un volume decentemente stampato e tradotto, ad un costo tutto sommato contenuto. La rogna arriva quando la casa editrice in questione si chiama GOEN, ed arrivi a maledire il giorno in cui hanno deciso di pubblicare proprio quel manga che ti piace tanto e non riesci a trovare da nessuna altra parte.
Il fatto è che la GOEN allo stato attuale è ritenuta così inaffidabile che molti lettori sono arrivati al punto di evitare di acquistare qualsiasi sua uscita come la pesta, sia perché non sanno se verrà mai portata a termine (nel caso dei numeri 1), sia per una protesta vera e propria. Questo chiaramente va ad incidere sulla situazione probabilmente già non rosea per la casa editrice (anche se ovviamente è difficile dirlo da non addetto ai lavori). D'altro canto non sarebbe certo la prima casa editrice di manga a fare una brutta fine in Italia (Comic Art, Play Press, D/Visual...), e pubblicare manga di nicchia non aiuta certo a restare aperti, purtroppo.
Le scarse vendite di una o più serie possono infatti portare facilmente al tracollo finanziario una casa editrice "piccola", portando le serie non concluse a diventare serie "orfane" che probabilmente non verranno neppure riprese da altre case editrici (a parte forse quelle più famose). Ci sono probabilmente 40-50 serie in corso da parte di Goen, includendo anche quelle di cui è uscito solo il primo volume, numero impressionante, numero di cui tra l'altro mi sono accorto solo di recente, non acquistando molte serie della GOEN. Come già detto, molte serie sono disponibili in maniera non ufficiale sui vari siti aggregatori di manga, come Batoto o MangaFox (in inglese), e dunque per chi è munito di un tablet o di chi "accontenta" di leggerlo da pc (o addirittura da smartphone!) non ci sono particolari problemi. Come già detto le rogne arrivano quando si tratta di manga che non sono stati tradotti da nessuno in lingue vagamente più comprensibili del giapponese (o anche cinese o coreano), come ad esempio Karakuri Circus o Sam  il ragazzo del West, manga del 1971, da cui fu tratta la serie tv omonima.
Ci sono alcune serie un po' meno di nicchia, ma probabilmente non abbastanza da garantire la prosperità di una casa editrice. Ovviamente non conosco la situazione patrimoniale della Goen, ma va da sé che non dev'essere particolarmente florida.
A questo punto sono due le strade che si aprono in futuro:
1) i lettori smettono di comprare albi della Goen, che per forza di cose smette di pubblicare (almeno i manga). I diritti delle serie orfane potrebbero essere acquistati da altre case editrici, ma non è detto che accada per tutte le serie.
2) i lettori continuano ad acquistare gli albi, ed in qualche maniera la Goen torna in carreggiata (ma non è scontato che succeda).

Difficile dire quale esito sia più preferibile, l'unica cosa certa è che sbraitare sulla pagina Facebook dell'editore non serve a molto, così come lamentarsi sui vari siti specializzati, come fanno molti lettori incavolati (incavolati a ragione, ma resta comunque inutile).

Non resta che attendere e vedere come evolverà la situazione, a questo punto. Personalmente continuerò ad acquistare tutti i manga editi dalla Goen che usciranno (non seguo moltissime serie di questa casa editrice), sperando che riescano a tornare ad una periodicità bimestrale o quanto meno trimestrale!

domenica 29 gennaio 2017

Perché la Warner Bros dovrebbe smettere di editare i film della DC nella loro versione cinematografica

Diciamo la verità, molte persone che hanno visto Batman v Superman e Suicide Squad sono rimaste molto deluse dal risultato finale (non io, almeno in linea generale), per vari motivi, inclusi i pessimi tagli operati per poter rientrare nel target più ampio possibile e al contempo permettere più proiezioni possibili nell'arco di una giornata (si veda BvS, circa mezz'ora di materiale eliminato dalla versione cinematografica, poi reintegrato nella versione dvd/bluray, ma non in quella a noleggio, giustamente). 
Personalmente ho apprezzato BvS, ma ho apprezzato molto di più la "Ultimate Edition", con mezz'ora di scene in più (quasi 3 ore di film in totale), scene violente ma anche scene che spiegavano molto meglio alcune cose che nella versione cinematografica non erano molto chiare. In sostanza molti spettatori potrebbero essere rimasti delusi dal film anche perché alcuni passaggi, alcune motivazioni dei personaggi erano poco chiare, proprio perché sono state tagliate scene chiave. Al di là dunque delle polemiche su personaggi come Lex Luthor, o di espedienti narrativi sulla carta geniali, ma in pratica tendenti al ridicolo (il celebre tormentone di "Martha"), il difetto principale di BvS è stata appunto la volontà della produzione di ricercare il massimo profitto, a costo della fruibilità del film.
Ancora peggio il fatto che l'unica versione noleggiabile era la "theatrical release", mentre la versione estesa (o meglio COMPLETA) era (ed è) visibile solo acquistandola (o scaricandola dal web, ma questa è un'altra storia). Quindi abbiamo da una parte un mezzo film, buono ma non eccezionale, che hanno visto in molti, è stato massacrato dalla critica (27% su Rotten Tomatoes), e dall'altra abbiamo invece una versione più che valida dello stesso film, che ha ricevuto critiche in generale un po' più favorevoli (soprattutto da parte di recensori di YouTube e dal pubblico). Il box office ha invece premiato tutto sommato la pellicola: più di 800 milioni di dollari non sono poco, anche se probabilmente la Warner Bros si aspettava incassi superiori al miliardo, e il successo di pellicole come Deadpool che, nonostante fosse vietato ai minori ed avesse un budget pari ad 1/5 di quello del film di Zack Snyder. è riuscito ad incassare quasi 800 milioni di dollari. Va da sé che, per quanto non sia stato un flop commerciale, Batman v Superman è stato, purtroppo, un flop "morale". Il che è un peccato, perché probabilmente si sarebbe potuto realizzare un film di gran lunga migliore di quello portato nei cinema (forse non al livello dei 2 primi Batman di Nolan, ma qualcosa di molto vicino). Ad ogni modo il combattimento tra Batman e Superman (nella versione estesa) è uno dei migliori visti in un film di supereroi (anche meglio di quello tra Capitan America ed Iron Man!).

Suicide Squad è invece un caso ancora differente: diretto da David Ayer, regista che a me era noto solo per il buon Training Day, il film aveva ricevuto una notevole interesse da parte del pubblico dopo la visione dei primi teaser/trailer. Il problema è che spesso i trailer mentono, più o meno spudoratamente, sono montati in maniera da mostrare il meglio di un film, ed a volte addirittura sono fuorvianti se non addirittura menzogneri! Ed il trailer di Suicide Squad mostrava in parte un film assai migliore di quello poi uscito al cinema, un film potenzialmente "esplosivo", mentre quello poi uscito al cinema è risultato essere molto deludente, o comunque sotto le aspettative.
Anche in questo caso la critica ha decisamente bocciato il film, mentre gli incassi sono stati abbastanza buoni, tutto sommato, segno che le persone hanno voglia di vedere film di supereroi (o in questo caso cattivi) appartenenti all'universo DC Comics, anche perché il MCU (Marvel Cinematic Universe) ha sfornato varie "fetecchie", negli ultimi tempi: Iron Man 3, Avengers: Age of Ultron, Thor: The Dark World ed in parte anche Captain America: Civil War che, nonostante buone premesse, soffre di un finale poco soddisfacente.
Stessi problemi per la saga degli X-Men, che ha visto film dalla qualità altalenante: ottimi i primi 2, ridicolo Conflitto Finale, di nuovo ottimo First Class, discreto Giorni di un futuro passato, mentre assolutamente da bocciare Apocalisse, nonché i due film dedicati a Wolverine.
Insomma, l'argomento "supereroi" non manca di affascinare il pubblico, e questo le major cinematografiche lo sanno bene, altrimenti la Disney non avrebbe acquisito la Marvel, e la Marvel non avrebbe pianificato le diverse fasi del MCU, ovvero partire dai personaggi più conosciuti per poi riuscire ad introdurre nei vari film anche quelli meno conosciuti (si veda ad esempio I Guardiani della Galassia), realizzare cross-over epici come quelli degli Avengers, per non parlare del lancio di numerose serie TV dedicate agli eroi che non hanno avuto molta fortuna al cinema (Daredevil, The Punisher, Ghostrider o che magari non sono stati giudicati abbastanza commerciabili per il grande schermo (ad esempio Agents of SHIELD, Jessica Jones...).
Tornando a Suicide Squad, il film ha avuto una produzione un po' travagliata, sia perché dopo la stroncatura da parte della critica di Batman v Superman ai piani alti della Warner Bros devono aver sentito la necessità di cambiare il tono dei film del DCEU (DC Extended Universe), da drammatico e sofferto di Man of Steel e Batman v Superman, a qualcosa di più divertente. Nell'aprile del 2016 infatti si viene a sapere che sono state rigirate alcune scene, probabilmente in seguito alle reazioni dei primi trailer, che in effetti puntavano molto sulla comicità dell'improbabile squadra di eroi. Il regista David Ayer ovviamente smentì la cosa in maniera categorica su Twitter, dicendo che invece si andava a rigirare alcune scene d'azione. Quale sia la verità non è importante, visto che alla fin fine ciò che conta è il risultato finale, ciò che è certo è che uno degli attori, Jared Leto, che nel film interpreta il Joker, ha affermato che molte scene che riguardavano il suo personaggio sono state tagliate, probabilmente scene troppo forti per ottenere il rating PG-13 (ovvero in pratica "vietato ai minori di 13 anni"). Va da sé che tagli del genere possono nuocere alla comprensibilità ed alla godibilità generale dell'opera. Senza contare che sembra che la versione di Suicide Squad arrivata nei cinema sia stata montata da chi si è occupato di montare il trailer che tanto hype ha contribuito a creare, cosa che forse può aver portato alla decisione di montare un film che rispecchiasse quel trailer, piuttosto che montarlo secondo quella che era la visione originale (del regista).

Ad ogni modo, il prossimo film della DC è in uscita tra circa 5 mesi, i primi di giugno del 2017, e sarà un test molto importante per la Warner Bros: riuscirà Wonder Woman a convincere la critica ed il pubblico, o sarà l'ennesimo film riuscito a metà? Da quello che si è visto nel trailer sembrerebbe un film interessante, al contrario di quello della Justice League (anche se si è visto ancora troppo poco per poter dare un giudizio, seppur preliminare).
Di sicuro la Warner Bros deve stare attenta ai passi falsi, altrimenti rischia di ammazzare dei franchise potenzialmente redditizi dando in pasto al pubblico film come Green Lantern, che fu il flop peggiore della stagione (2011), e di fatto il reboot è stato fissato per il 2020, anche se nulla è certo.

Insomma, mentre in TV impazzano le serie più o meno riuscite come Supergirl, Flash, Arrow e Gotham, al cinema le cose sono decisamente più difficili per i supereroi DC. Personalmente non posso che sperare che i prossimi film migliorino e possano incontrare il favore della critica e del pubblico: sogno un Suicide Squad 2 vietato ai minori e cazzuto, un film su Shazam/Capitan Marvel con i controcoglioni, ed in futuro un adattamento della graphic novel Kingdom Come da 6 ore fatto sempre da Zack Snyder (che nonostante tutto non è un cattivo regista, anzi)...In fondo sognare non costa nulla, no?

domenica 23 ottobre 2016

La lentezza dei dispositivi Android: mito o realtà?

Molti utenti si lamentano un po' da sempre di (micro) lag sui propri dispositivi android sin dalle prime versioni di questo sistema operativo, cosa vera soprattutto per quei smartphone e tablet più economici. La poca ottimizzazione e l'hardware non troppo prestante possono influire parecchio sulle prestazioni di un dispositivo: pretendere che uno smartphone da 100 euro si comporti bene come uno da 600-700 sarebbe assurdo, ma come la mettiamo con le prestazioni di dispositivi che un tempo erano top di gamma, nel tempo? In teoria dovrebbe filare tutto liscio...o no?
La risposta potrebbe non essere così scontata.
Riporto qui quello che mi è successo con un tablet Galaxy Note 10.1 modello 2012, acquistato nel 2013 nuovo di zecca, con sistema operativo Ice Cream Sandwich  (Android 4.0.3) successivamente aggiornato manualmente a KitKat (Android 4.4.2). I problemi prestazionali sono sopraggiunti  dopo l'aggiornamento, in particolar modo quando ho cominciato a riempire la memoria interna, installando app e giochi. Ad un certo punto sono arrivato al punto in cui il sistema non era più utilizzabile, e spesso ero costretto a riavviare il tablet. La cosa peggiore che avevo notato è che la velocità di scrittura sulla memoria interna era davvero infima, poco più di 1 mb/s, decisamente troppo poco per avere un sistema sufficientemente reattivo (ricordiamo che le app ed il sistema operativo necessitano continuamente di scrivere e leggere dati da e sulla memoria. In pratica un problema molto simile (o forse è proprio lo stesso) a quello che affliggeva il tablet Nexus 7 del 2012 (il primo modello, insomma). Fortunatamente il problema, almeno sul mio Galaxy Note, sembra facilmente risolvibile, anche se ciò comporta il dover ripristinare il dispositivo, ovvero formattare tutto lasciando solo il sistema operativo e le app di sistema. Una cosa non molto dissimile da quello che si faceva con Windows anni fa (e talvolta si fa ancora).
Indubbiamente ripristinare il sistema è una seccatura, perché significa eliminare tutti i dati presenti nella memoria interna (ecco perché è ancora importante avere la possibilità di inserire una micro-sd nel proprio dispositivo dove salvare dati come musica, video e foto), ma per fortuna Android negli ultimi anni si è evoluto molto, tanto che ripristinando un dispositivo al primo riavvio, inserendo i dati dell'account Google, vengono scaricate ed installate automaticamente la maggior parte delle app e dei giochi installate in precedenza. Ancora meglio, alcuni giochi ed alcune app prevedono la possibilità di salvare dati sul cloud di Google o su altri cloud, in modo da ritrovarsi con i dati salvati automaticamente (cosa che fa ad esempio Photoshop Touch, che permette di salvare le immagini elaborate nel cloud di Adobe).
Al momento dunque il tablet funziona molto meglio di prima, resta da vedere per quanto tempo. Nel dubbio meglio evitare di installare (e disinstallare) troppe schifezze, come ho imparato a fare su Windows da oltre 15 anni a questa parte.

C'è da aggiungere anche che le più recenti versioni di Android hanno di sicuro mitigato di molto questo tipo di problemi, inoltre molti cambiano tablet o smartphone anche più di una volta all'anno, per provare diversi dispositivi, ad esempio. Per chi invece come me non ha molti fondi a disposizione, o comunque non sente la necessità di cambiare spesso i propri dispositivi portatili, un modo per avere un dispositivo sempre aggiornato ed in forma è quello di flashare rom alternative, ovvero installare sul dispositivo una versione di Android ottimizzata da qualche sviluppatore indipendente, anziché dall'azienda che ha prodotto lo smartphone o tablet (che sia Samsung, Asus, LG, HTC od altri). Essendo versioni non ufficiali di solito viene a decadere la garanzia sul prodotto (ma per dispositivi più vecchi di 2 anni non è certo un problema): la maggior parte degli utenti però spesso non ricorre a rom alternative perché è una procedura non esente da rischi al 100% e non sempre è "user friendly", o comunque non user friendly abbastanza per gli utenti meno tecnofili.

Da questo punto di vista sembra ineccepibile il modus operandi di Apple, che garantisce aggiornamenti software fino a 5 anni per i suoi dispositivi, spesso più del doppio rispetto alla concorrenza, e questa è una di quelle cose che sicuramente non dispiace a molti utenti (seppure a molti altri non importa molto, basta che funzioni bene e che non dia troppe noie). Il lato negativo della medaglia è che i dispositivi Apple costano caruccio, e spesso per meno della metà del prezzo si può acquistare un dispositivo Android che va altrettanto bene e capace di durare più della metà di quello che viene supportato uno Apple. E' il caso ad esempio del mio Samsung Galaxy Note 2, acquistato (usato) a 350 euro ed ancora oggi funzionante (seppure non più utilizzato da quasi 2 mesi), e sostituito da uno smartphone che costa circa 250 euro (nuovo), ma che va molto più veloce del Galaxy Note 2, ed in generale è migliore sotto tutti gli aspetti (eccetto il pennino, quello purtroppo manca). E fra 3 anni non è escluso che si possa trovare qualche smartphone migliore di quello che ho oggi sotto i 200 euro!

Per riassumere (e non divagare troppo): le vecchie versioni di Android soffrivano di bug più o meno gravi che spesso andavano ad impattare anche in maniera pesante sulle prestazioni del proprio dispositivo. La buona notizia è che le versioni più recenti hanno eliminato gran parte di quei bug, la cattiva notizia è chi ha ancora dispositivi di 2-3 anni fa si ritrova ancora oggi con diversi problemi: lag, impuntamenti, crash di applicazioni e tutte altre cose poco piacevoli, ma ci sono diverse soluzioni, come visto:
1) fare attenzione a non riempire eccessivamente la memoria interna
2) evitare di installare troppe app che si avviano automaticamente all'avvio del dispositivo
3) in mancanza di un aggiornamento ufficiale del sistema operativo, cercare, se esiste, una rom alternativa per il proprio dispositivo. Se si mastica abbastanza bene l'inglese è possibile trovare molto materiale sui forum di xda o eventualmente sui forum di siti come AndroidWorld, vi si possono trovare molti utenti preparati e pronti a dare una mano, per qualsiasi problema si possa avere con il proprio dispositivo, o anche se si vuole semplicemente un consiglio sul dispositivo da acquistare.
4) in alternativa, se si è disperati per la lentezza del proprio dispositivo l'estrema misura è quella di ripristinare i dati di fabbrica. Va da sè che farlo ogni 6 mesi o una volta all'anno può essere tollerabile, se si è costretti a farlo una volta al mese o peggio allora significa una sola cosa: il dispositivo è scadente o ha qualche serio problema hardware/software!
5) non dimenticare mai che uno smartphone da 100 euro non potrà mai andare bene come uno da 700, e dunque non aspettarsi troppo per non rimanere delusi. Bisogna essere anche consci che talvolta spendendo anche solo 20 o 30 euro in più si può acquistare un dispositivo di gran lunga migliore. In questo caso, prima dell'acquisto è sempre meglio chiedere a qualcuno più esperto, possibilmente NON il venditore presso cui comprerete lo smartphone, per ovvi motivi!

mercoledì 10 agosto 2016

Suicide Squad: la recensione prematura

Si sa, vedere un film in inglese con sottotitoli in spagnolo (o almeno credo fossero in spagnolo) non è proprio il massimo. Non che non abbia una certa comprensione più o meno avanzata dell'inglese parlato, è solo che non sempre è facile comprendere tutte le battute, magari dette velocemente. Se a questo ci aggiungiamo una qualità video non eccelsa abbiamo in definitiva tutte le condizioni meno ideali per godersi un film di azione estivo. In pratica, più che una visione è stata una tortura. Ma dovevo vederlo, non potevo aspettare il 13 agosto per sapere se è davvero quel film di merda di cui si legge in molte recensioni. Ed il responso è:
NON E' UN FILM DI MERDA!

ANZI.

Certo, non è nemmeno un capolavoro.

MA funziona. Non sempre, ma funziona. Ci sono tante cose che funzionano, alcune che non funzionano, ma come sempre se i pregi sono maggiori dei difetti per me va più che bene. Ed allora viene da chiedermi perchè la critica l'ha odiato tanto, questo film: 27% è un votaccio, praticamente una stroncatura. Ma stroncare questo film in questo modo significa che non si è capito un cazzo, che è stato visto come se fosse un film "normale". Ma questo non è un film normale. E' un cazzo di film su un gruppo di criminali che vengono messi assieme contro la loro volontà, per combattere una minaccia che potrebbe causare gravi danni a tutto il mondo. Criminali e supercriminali costretti a lavorare per il "bene", con il metodo del bastone e quello della carota (più del bastone, in verità). Un gruppo di sacrificabili, da cui il nome della squadra. A proposito dei componenti della squadra, qualche recensore ha detto che il film passa la prima ora a convincere che siano cattivi-cattivi, cattivissimi, la feccia dell'umanità, insomma. In realtà non è proprio così: ad esempio Deadpool è sì uno spietato killer a pagamento, ma è anche un padre amorevole. Un criminale, ma con il cuore. Non troppo distante dalla sua controparte fumettistica, sebbene meno spietato. Oppure Harley Quinn, la dolce metà del Joker, colpevole di aver partecipato a gran parte dei crimini del suo fidanzato fuori di testa (ed anche lei non scherza), ma in fondo nel film risulta simpatica, non si riesce ad odiarla. O Capitan Boomerang, cazzone australiano che combatte appunto con i boomerang, che non si capisce bene cosa ci faccia nel film, in fondo è solo un ladruncolo da 4 soldi, ma anche lui è divertente. Tra quelli che restano solo uno si potrebbe odiare davvero, ma anche lui è una vittima dei suoi poteri. 

Poi c'è chi dice che Joker appare troppo poco.
Per me appare quanto basta, fosse apparso di più avrebbe finito con il rubare la scena alla Suicide Squad. Meglio così.

I villain non hanno motivazioni molto chiare, non si capiscono bene le interazioni tra loro,
Vero, in parte. Ma più che sulle motivazioni ci si dovrebbe concentrare sul fatto che la minaccia è "reale", e che bisogna combatterla in qualche modo (e visto che la Justice League ancora non esiste...)

Anthony Lane, critico del New Yorker dice, invece: "dire che il film perde la trama per strada non sarebbe proprio accurato, perchè vorrebbe dire che c'era una trama da perdere"
Ecco, queste battute molto pungenti da critico moderno per me lasciano il tempo che trovano, perchè in primo luogo la trama in questo film, seppure esile, c'è. Anche se temo che Lane non l'abbia compresa molto bene, indaffarato com'era a pensare a come demolire il film mentre lo guardava.

In definitiva un film che merita almeno una visione al cinema, in primis perchè non è il solito film di supereroi, ed anche perchè non è affatto male. L'importante è non aspettarsi un capolavoro del genere, perchè (purtroppo) non lo è. Ma sono certo che molti che andranno a vederlo non si annoieranno in quelle 2 ore!

PS: ovviamente andrò a vederlo anch'io al cinema, se non questa settimana la prossima!

venerdì 20 novembre 2015

Manga sickness 10: Otoko Zaka (di Masami Kurumada)

Con "solo" 31 anni di ritardo rispetto al Giappone (ma che volete che sia, suvvia...) ci siamo finalmente cuccati una delle opere meno conosciute del maestro Kurumada, noto più per "Saint Seiya" (I cavalieri dello Zodiaco) e Bt'x (il cui anime fu trasmesso su TMC/La7 pieno di censure ormai 3 lustri fa! Il manga per fortuna non fu censurato, ma ebbe una pubblicazione travagliata), nonchè "Fuma no Kojiro" (di cui abbiamo visto degli OAV in italiano), "Ring ni kakero" (opera inedita in Italia ma citata spesso in altri manga), e più recentemente il sequel di Saint Seiya, soprannominato "Next Dimension". 
Otoko Zaka era una di quelle opere di Kurumada di cui me ne fregava di meno, visto che sulle riviste specializzate (Kappa Magazine, in particolare, l'unica rivista pre-internet che desse qualche informazione utile) non è mai stata pubblicizzata particolarmente, nè vi hanno tratto una serie animata. Il che, per certi versi, mi ha incuriosito parecchio: perchè la JPop ha deciso di pubblicare proprio questo manga? Leggendo sul web ho poi appreso che il manga era stato sospeso dopo soli 3 volumi, e Kurumada ha deciso di riprenderlo in mano dopo esattamente 30 anni dalla sua prima pubblicazione! Ed ecco altri 2 volumozzi, da aggiungere alla collezione! Incredibilmente, però, sembra che il manga non sia ancora concluso, dunque non è da escludersi che altri 2-3 volumi escano nei prossimi 30 anni...
Questo è il "demone delle risse",
che se ne sta tra le montagne ad
aspettare che qualche idiota vada
a sfidarlo...
Ad ogni modo il primo volume grida "anni '80" con tutta la sua forza: protagonista è un tredicenne che non ha mai perso una rissa da che è nato (almeno così dice), solo che nei primi capitoli arriva qualcuno molto più forte di lui che lo mette KO usando un solo braccio. Il protagonista però è un osso duro, e non gli piace perdere, così si rialza ogni volta, soltanto per venire steso di nuovo. Dopo averle prese tante decide di andare ad allenarsi dal "demone delle risse" (sic), il quale gli dice che lo allenerà se si butterà da un dirupo (!): il protagonista ovviamente lo fa e si spacca la testa, ma in qualche modo sopravvive. Seguono 10 giorni di allenamenti che per fortuna non ci vengono mostrati integralmente, ma si intuisce che il protagonista subisce come un punching ball. In qualche maniera sopravvive all'allenamento/massacro, e finalmente è pronto a dimostrare al Giappone di essere il bulletto delle scuole medie più forte del paese. Lo dimostra prima sconfiggendo una gang locale, e poi sfidando il suo capo, un altro bulletto delle scuole medie. I due partono per una gita in barca, per stabilire chi è il più scemo forte del Giappone, solo che finiscono in mezzo ad una tempesta, e la loro barchetta si "spiezza in due". Il protagonista deve dunque portarsi lo sfidante sulle spalle a nuoto, perchè non sa nuotare...E poi che succede? Boh, sinceramente non mi ricordo più, devo aver rimosso, oppure è finito il primo volume! E devo dire che non ho tutta questa fretta di leggere il secondo volume, se queste sono le premesse...
Non che non ci siano buone potenzialità, ma è evidente che "Otoko Zaka" sia invecchiato piuttosto male, non tanto per il tratto, che è praticamente lo stesso dei primi volumi di Saint Seiya (anzi, forse pure un pò migliore), ma per la trama davvero esile e ridicola. L'avvenimento più interessante di questo primo volume è il tizio che ha menato il protagonista che prende l'aereo per l'America, perchè apre ad innumerevoli possibilità. Insomma, fino ad ora un manga d'azione in cui c'è parecchia azione, ma poca sostanza. Perfino il poco riuscito "Ryusei il temerario" che parlava di un ragazzo bravo a menar le mani riusciva a risultare più coinvolgente! Se Saint Seiya lo si sopportava grazie ai colpi segreti spettacolari ed alle armature lucenti, e Bt'X grazie ai mecha, alle battaglie poco convenzionali (alcune a dir la verità molto geniali ed originali) e ad una serie di colpi di scena abbastanza ben assestati, Otoko Zaka invece sembra difettare di un motivo valido per continuare a leggerlo, a parte i disegni di Kurumada, per chi è un fan del suo stile.

Diciamo la verità, anche lei è un motivo sufficiente per continuare a leggere questo manga! (anche se mi sa che non apparirà molto nei volumi seguenti...)