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domenica 28 gennaio 2018

Godzilla - Il pianeta dei mostri(ciattoli) - La redenzione...no, volevo dire la recensione!

Non sono mai stato un grande fan di Godzilla, devo ammetterlo, il film degli anni '90 non l'ho quasi visto, quello più recente l'ho visto ma la seconda metà faceva cagare, quello di Hideaki Anno non l'ho ancora visto, e purtroppo ho visto questo film animato di nome "Godzilla - il pianeta dei mostri", in onda su Netflix e su tutti i siti piratozzi di streaming.
No, non mi è piaciuto per niente quello che ho visto, a partire dalla patetica realizzazione tecnica (il 3D della Polygon Pictures  mi fa cagare a spruzzo, poco da fare) per continuare con una trama al limite del ridicolo (ci arriverò poi), per finire con un gruppo di personaggi monodimensionali e stereotipati all'inverosimile. Insomma, la miscela di diarrea più esplosiva che abbia mai visto! Però c'è un però, è solo il primo di 3 episodi, potrebbe salvarsi in corner con i prossimi, chissà...

Ma andiamo con ordine: la storia comincia con la Terra che sta affrontando una delle crisi peggiori da quella petrolifera degli anni '70, un Godzilla sbucato da non-si-sa-dove che sta devastando il nostro pianeta e pure massacrando tutti gli esseri viventi. A nulla servono le bombe atomiche, né l'esercito, né il MOIGE o la SIAE, il fetente lucertolone pare sia immune persino alle ingiunzioni del tribunale: insomma, oltre a resistere ad un arsenale che potrebbe distruggere metà pianeta ha anche il potere di rigenerarsi (che culo!). Come se non bastasse, arrivano sulla Terra (o erano arrivati poco tempo prima, non ricordo) un branco di alieni immigrati che se ne erano andati dal loro pianeta a causa di bestiacce simili a Godzilla (coincidenza?), tipi piuttosto religiosi e rompiballe. Visti dunque i numerosi insuccessi, l'umanità residua decide di partire per lo spazio, in cerca di una nuova patria. 11 anni luce più lontano (e non ricordo quanti anni dopo, forse 10-20) i terrestri si rendono conto che il cibo sta scarseggiando, i pensionati rumoreggiano e non si vede l'ombra di un pianeta abitabile! Quindi si pensa bene di tornare sulla Terra, facendo un balzo nell'iperspazio o qualcosa del genere. Per ragioni non a me ben chiare (legate forse alla teoria della relatività?) ora sulla Terra sono passati migliaia di anni, chi dice 10000, chi 20000, in ogni caso dopo migliaia di anni i terrestri sperano che Godzilla sia defunto o si sia almeno rabbonito. Dopo migliaia di anni l'atmosfera è molto cambiata, la vegetazione si è fatta assai più folta (e metallica!), e chiaramente il gruppo esplorativo si trova subito ad avere a che fare con dinosauri vari ed infine con Godzilla in persona! Ma i nostri non si perdono d'animo, infatti il protagonista ha studiato per 20 anni i dati del lucertoloide, e sembra aver trovato il modo per annientarlo, solo che ha bisogno di un sacco di volontari kamikaze. Dato che il futuro dell'umanità è in bilico, decine e decine di soldati sono più che "contenti" di fare da diversivo mentre il protagonista aspetta il momento giusto per attaccare Godzilla "da dietro" (sulla coda, il punto debole). La battaglia si fa furiosa (e ridicola, è come vedere uno sciame di moscerini svolazzare intorno a Mike Tyson, poi basta uno starnuto che vengono giù!). Alla fine, in qualche maniera, il piano riesce, il protagonista cazzuto riesce a sopravvivere nonostante sembrava ci avesse lasciato le penne ma, mentre tutti fanno festa grande, la montagna alle loro spalle sembra muoversi! SORPRESONE, è un Godzilla almeno 10 volte più grande di quello che hanno appena sconfitto, e probabilmente anche 10 volte più incacchiato. Il film termina con la squadra che cerca di mettersi in salvo, il protagonista finisce colpito da pietrame vario, sembra spacciato ma viene tratto in salvo da qualcuno e viene portato in una grotta al riparo. Si intravede quella che sembra una ragazza umana, e poi...TITOLI DI CODA! AFFANCULO!

Insomma, una perdita di tempo incredibile, tanto che non so se ho voglia di vedere le altre 2 parti (quando usciranno), anche perché volendo avrei una marea di roba da vedere/leggere/fare...Purtroppo quando si vede la parola "novità" è sempre come sentire una sirena in mezzo all'oceano, non si può non rimanerne ammaliati, quando invece spesso è molto meglio vedere video su YouTube. Anche perché sul Tubo si possono trovare diversi anime anni '80 e '90 sottotitolati (spesso in inglese) che di sicuro sono meglio di questa roba!

VOTI
TRAMA: 4
come ho detto la trama fa cagare, persino il film THE ROOM ha una sceneggiatura migliore!

PERSONAGGI: 2
monodimensionali e altamente noiosi, non se ne salva UNO!! Sono tutti ugualmente odiosi. Forse si redimeranno solo con la morte.

DISEGNI: 5
la CG 3D fa pena, per quanto cerchino di farlo assomigliare ad un anime il risultato finale sembra più simile ad un giochino fatto con l'Unreal Engine in 30 minuti...Persino Godzilla, il personaggio principale (che si vedrà 5 minuti al massimo) ha delle pessime texture. Si salvano forse forse i mecha e le astronavi, discretamente realizzate, ma tutto il resto, a partire dai paesaggi osceni, è spazzatura.

ANIMAZIONI: 7
Le animazioni sono buone, ma nulla di eccezionale.

GLOBALE: 4,5
Da guardare solo se si è fan accaniti di Godzilla e/o non si ha altro da fare. C'è di meglio in giro, probabilmente anche i film di Godzilla in bianco e nero sono migliori di questa roba!

Alla fin fine meglio vedersi questo video che Godzilla - Il pianeta dei mostri, dura molto meno, ha una colonna sonora migliore ed è visivamente più appagante!

sabato 6 gennaio 2018

Devilman Frignone - lo sgomento

Ero felice quando annunciarono una nuova trasposizione animata di Devilman, tratto da uno dei manga che ho letto e preferito sin dalla mia adolescenza. Un po' meno contento che tale adattamento fosse in mano a Yuasa, regista ed artista di talento, che tuttavia reputato non adatti per un compito del genere. Non perché non sia bravo, anzi, ma come si sa non tutti sono adatti per fare tutto: immaginatevi Miyazaki a dirigere un film dei Pokémon, cosa cavolo verrebbe fuori?
Ecco, di Yuasa ho visto solo il lungometraggio "Lu Over the Wall", una specie di Ponyo ma con protagonisti un po' più adulti. Ottimo film quello, e suppongo che siano ottimi anche le altre serie a cui ha lavorato Yuasa. Però anche dopo aver visto Lu Over the Wall c'era una vocina che mi ronzava nell'orecchio, che diceva "occhio, l'inculata è in arrivo!". 
Ed infatti...
Diciamo che realizzare una serie di 10 episodi da un manga di 5 volumi forse non era un'idea buona in partenza, nel senso che Yuasa ha ben pensato di aggiungere trame e sottotrame e personaggi originali, cosa che non ha giovato molto alla narrazione, e di conseguenza il budget è stato spalmato su più episodi (e si vede). Ma quel che è peggio è che è stata aggiunta roba tranquillamente evitabile, mentre si poteva gestire un po' meglio la cosa, colmando i "buchi" nella storia originale (la seconda parte), anziché cercando di espandere la prima parte inutilmente. 
Certi combattimenti poi che nel manga erano fondamentali sono stai poi ridotti, stravolti e sminuiti del loro valore, in maniera da quasi occultare l'opera originale. In sostanza Crybaby risulta nel complesso un'opera interessante perché cerca di creare qualcosa di nuovo, ma al contempo fallisce in maniera plateale il tentativo di realizzare qualcosa di memorabile, attestandosi ad un livello  solo accettabile.
Preso come un omaggio molto personale l'opera può essere valida, ma al di là di questo diventa un'operazione commerciale discutibile, inferiore perfino al recente film di Mazinga Z - Infinity (che pur era un mezzo omaggio/tentativo di reboot-sequel della vecchia serie, non del tutto riuscito ma più che sincero).
Ovviamente chi non ha letto il manga originale o chi non apprezza molto il tratto di Go Nagai probabilmente amerà questa versione apocrifa, che a mio avviso non coglie però il messaggio originale a pieno, o meglio lo coglie in maniera incompleta, e finisce con il imbastardirlo con personaggi ed eventi che c'entrano poco o nulla (i rapper, gli atleti...).
No, purtroppo non è l'anime di Devilman che volevo, ma di sicuro è l'adattamento che ci meritiamo.

VOTO: 6,5

PS: alcuni già gridano al "capolavoro" o "anime dell'anno", ma per me è stata una "delusione", per i motivi già detti. Logicamente non mancherà di piacere a molta gente, ma in fin dei conti probabilmente è gente che non ha mai letto il manga originale prima (o non apprezza i vetusti disegni di Go Nagai).

La mia faccia dopo aver visto Devilman Crybaby
Fatevi un favore, guardate altro (ad esempio la serie live di Erased!)
PS2: ed ora staremo a vedere come sarà il remake di Saint Seiya!

lunedì 28 agosto 2017

Manga sickness: Netflix salverà gli anime, ma chi ci salverà da Netflix?

Di recente Netflix ha annunciato diverse serie animate made in Japan che arriveranno nei prossimi mesi in esclusiva sui propri "schermi", e molti fan dell'animazione nipponica hanno subito salutato la notizia con estrema gioia, decretando poi che Netflix molto probabilmente "salverà gli anime".
Ebbene, qualcuno si chiede esattamente cosa ci sia da salvare, se si parla di quantità o qualità, di equità nel salario degli intercalatori, animatori e perfino registi.
Una cosa certa è che Netflix produce diverse serie di successo, che sono il motivo primario per cui ogni mese milioni di persone si abbonano o rimangono abbonati al servizio di streaming, ed indubbiamente la qualità delle serie (ed in parte dei film) di Netflix è indubbia. Personalmente non sono un grande fan delle serie tv in generale, quindi per me Netflix è un po' un servizio inutile, preferisco film e serie animate, ma purtroppo i film presenti li ho già visti quasi tutti, e le serie animate sono pochine. Va da sé che questa notizia ha fatto drizzare le orecchie pure a me, visto che avevo usufruito di un mese gratis prova in luglio per vedere la prima parte di Little Witch Academia ed adesso ero intenzionato ad abbonarmi per vedere la seconda parte ed il (probabilmente) pessimo film dal vivo di Death Note. Due sono i progetti animati che mi interessano particolarmente: uno è Devilman Crybaby, rivisitazione (?) del Devilman di Go Nagai. Dopo aver visto il primo trailer non sono più tanto convinto della bontà dell'opera, ma non è detto che farà schifo, diciamo che avrei preferito una serie più fedele all'opera originale!


Altra serie è un reboot de I Cavalieri dello Zodiaco, che sarà realizzato in 3DCG, saranno 12 puntate che copriranno la storia dall'inizio fino agli scontri con i Silver Saints. Qui le criticità sono 2: la prima è che appunto la serie sarà realizzata interamente in CG, e la gran parte degli anime fa schifo se realizzata in quella maniera, la seconda è che la sceneggiatura sarà affidata ad americani. Non voglio dire che gli sceneggiatori americani non siano in grado di scrivere buone storie e dialoghi, ma il rischio di "boiate galattiche" è sempre in agguato, tra l'altro non è che la sceneggiatura della serie animata di Castlevania fosse sempre ineccepibile, anzi.

Poi c'è un progetto legato a Godzilla, in uscita a novembre, anche questo realizzato in computer grafica, purtroppo. Godzilla: Monster Planet ha una trama abbastanza originale, ma dal punto di vista tecnico non sembra essere un granché. A volte mi chiedo perché i giapponesi insistano nel realizzare anime interamente in CG, quando è palese che non sono in grado di garantire una qualità accettabile: è come voler realizzare il film di "Frozen" con 1/10 del budget e del tempo, è chiaro che non potrà funzionare!


Chiaramente non è detto che gli anime in CG continueranno a fare più o meno schifo in eterno, ma fa pensare che Castlevania sia invece prodotto in maniera tradizionale: non siamo ai livelli di in capolavoro come Vampire Hunter D Bloodlust, ma di sicuro dal punto di vista visivo rende meglio di qualsiasi schifezza realizzata in computer grafica (che non abbia un budget da 100 milioni di $$, ovviamente). Paradossalmente, insomma, Netflix si dimostra paladina dell'animazione tradizionale, mentre i giapponesi continuano a sperimentare modi per tagliare i costi e velocizzare la produzione di anime, continuando a fallire perché il mercato interno dell'home video è in continua contrazione (sempre meno copie fisiche vendute, ogni anno che passa), e far quadrare i conti è sempre più difficile. Da questo punto di vista è anche evidente che gli studio di animazione rischiano sempre di meno con anime originali, visto che non sono sicuri di come risponderà il pubblico. Va da sé che l'appiattimento culturale è sempre in agguato, e la mediocrità rischia di regnare indisturbata. Ecco perché c'è chi vede in Netflix una sorta di mecenate salvifico che possa finanziare opere un minimo più originali e complesse: purtroppo però Netflix deve anche far quadrare i propri conti, e non può permettersi di rischiare più di tanto, ed anche qui tutto tende a livellarsi verso una certa mediocrità di fondo, che è poi ciò che porta a Netflix abbonati e quindi soldi. Inoltre la cosa interessante è che Netflix punti ad avere contenuti un esclusiva di franchise già ben noto al grande pubblico occidentale, come appunto Devilman, Saint Seiya e Godzilla. Non importa alla fin fine la qualità dei contenuti (purché sia decente, ovviamente), basta che Netflix possa fregiarsene. Poco importerà dunque se la serie classica di Saint Seiya sarà superiore a questo reboot/remake, perché quella serie non sarà disponibile (se non per vie traverse) online.

L'originalità a tutti i costi è una cosa inutile, in fondo, inutile e pericolosa, pericolosa perché non si sa come reagirà il pubblico. Non mi stupirebbe se in futuro Netflix producesse più remake di grandi classici, o si mettesse a produrre più serie legate a franchise famosi come Castlevania (magari una serie animata si Super Mario?), in fin dei conti Netflix deve continuare a produrre contenuti in esclusiva se vuole continuare ad esistere: se uno ci pensa, è un bel lavoraccio!

In definitiva, Netflix salverà davvero l'animazione giapponese? La risposta temo sia negativa, per varie ragioni: in primis Netflix non ha abbastanza capitale per produrre decine e decine di serie che ogni anno vengono prodotte (anche un centinaio all'anno), e se anche avesse la forza economica di produrle non è detto che ne abbia la volontà. In secondo luogo player come la Cina stanno iniziando a produrre serie animate di successo, che vengono importante anche in Giappone. In Cina quello che manca è proprio la manodopera a buon mercato, disposta a lavorare per poco ed a vivere perfino sottoterra, a Pechino. Stando così le cose un animatore può costare ancora meno che in Giappone, dove vengono pagati già poco. Va da sé che se la Cina dovesse acquisire in fretta il know how necessario per produrre molte serie di qualità si può dire che la japanimation è bella che defunta, con tutto ciò che ne consegue. Certo, dipende molto da quanto i cinesi vogliano investire nel settore, e soprattutto se vogliono produrre solo per il mercato interno (come avviene per la maggior parte dei loro film) o abbiano intenzione di conquistare Oriente ed Occidente con i loro prodotti.
C'è poi la possibilità che gli USA vadano a colmare il vuoto eventualmente lasciato nel caso la crisi dell'animazione giapponese diventi davvero grave, ovvero gli USA andranno a produrre direttamente serie tratte da manga giapponesi o serie originali realizzate con lo stile tipico degli anime giapponesi, magari con un regista o un character designer giapponese ma il resto dello staff americano. Probabilmente questa ipotesi, potrebbe risultare piuttosto verosimile, come dimostrerebbe il remake/reboot di Saint Seiya.









venerdì 23 ottobre 2015

"Petunia" non olet

I fiori, in genere non puzzano, il denaro, invece, talvolta sì. Pensiamo ad esempio a quello che ci dà in resto un pescivendolo, con le mani sporche di pesce, o pure al "denaro sporco" della malavita, che puzza solo metaforicamente, come metaforiche sono le "mani sporche di sangue". Ad ogni modo, secondo gli antichi romani, non si può rifiutare del denaro, qualunque provenienza abbia. 
A volte, però, ho come l'impressione che non sia una regola proprio universale: ad esempio non molti accettano come pagamento i famosi bitcoin, perchè il loro valore può fluttuare parecchio di giorno in giorno, nè i negozi sotto casa accettano valuta estera, per motivi molto simili (anche se le fluttuazioni sono meno marcate). Resta per me ancora un mistero per cui alcuni negozi on-line (o servizi) non accettino uno dei metodi di pagamento più diffusi in tutto il web, ovvero paypal, che è praticamente obbligatorio usare su eBay, ed è uno dei metodi preferiti di pagamento nel caso di acquisti tra privati, perchè offre qualche tutela in più rispetto ad altri metodi. Paypal tuttavia è piuttosto oneroso per chi riceve il pagamento, perchè le commissioni sono relativamente alte (anche il 4% della somma) rispetto ad altri metodi. Nonostante ciò molti negozi online accettano tranquillamente questo metodo di pagamento, senza battere ciglio. Anzi, molti venditori professionali su eBay ormai accettano quasi soltanto questo sistema. Resta dunque un mistero il fatto che aziende come Amazon non consentano di fare acquisti se non con la carta di credito, o al limite carte prepagate come la PostePay. Posso capire che per un'azienda come Amazon perdere il 4% su ogni vendita può significare perdere troppi soldi, visto che in genere l'azienda lavora su margini molto ristretti, tuttavia perfino gli store online cinesi accettano paypal. Ed i cinesi sono noti per lavorare con margini MOLTO risicati. Certo, tutti lo fanno nella speranza di crescere, pure Amazon lo ha fatto, in passato. Ad ogni modo non importa quanto si voglia spendere, Amazon accetta SOLO carte di credito o roba simile, nemmeno i bonifici vanno bene. Mi chiedo perchè, visto che aziende come MediaWorld non battono ciglio se qualcuno vuole pagare qualcosa ordinato da loro con un bonifico. Logicamente i bonifici sono uno dei metodi di pagamento meno veloce esistente (il che è però assurdo, se pensiamo che alla fin fine si tratta di trasferire denaro da una banca A ad un B, cosa che ormai avviene ELETTRONICAMENTE...suppongo che sia una questione di scartoffie, burocrazia, chissà...), tuttavia è pur sempre denaro. Dato che Amazon è un'azienda dinamica che non ha tempo da perdere, suppongo che i bonifici siano OUT, fuori questione, tuttavia resta il fatto che è una seccatura non poter fare acquisti tramite paypal, specie nel caso qualcuno abbia appena venduto un tablet e vorrebbe comprare qualcosa di nuovo. Fa niente, ci sono decine e decine di negozi di e-commerce in giro per il web, forse non altrettanto ottimi come post vendita, ma altrettanto economici.

Ciò che riesce a far girare veramente le PALLE, però, sono i vari servizi online, che in certi casi non permettono il pagamento tramite paypal, o, se lo permettono, sono comunque vincolati all'esistenza di una carta di credito collegata al conto paypal. PERCHE'??? Perchè per aggiungere soldi al mio credito sul Playstation Network devo per forza avere una carta di credito associata? Che senso ha? Ovviamente anche una prepagata con ZERO EURO va bene, ma dev'esserci comunque una carta associata. 

Va meglio con servizi come STEAM, in cui non posso pagare direttamente tramite paypal, ma posso comunque aggiungere credito con cui acquistare poi giochi e software. Meglio che niente, suppongo...

Va male invece se si vuole pagare l'abbonamento a Spotify o quello a Neflix: niente da fare, ci vuole una carta di credito. La cosa assurda è che non sembra esserci un motivo chiaro per cui sia indispensabile la presenza di una carta di credito (il fatto di dimostrare di avere la maggiore età non sembra un motivo plausibile, visto che molti di questi servizi non sono solo per adulti...). Ancora più assurdo poi è che sul Play Store si possa acquistare con paypal, basta che sia associato al proprio account Google Wallet, senza dimenticare una marea di siti web in cui si possono acquistare beni e servizi utilizzando ESCLUSIVAMENTE un account paypal...

Insomma, il denaro non puzzerà, eppure alcuni metodi di pagamento puzzano a qualcuno...

Conto paypal non vuoto, eppure richiede una carta collegata...